Rapporto sulla politica estera 2009

 
INDICE
ESTRATTO GRATUITO

09.052

Rapporto

sulla politica estera 2009

del 2 settembre 2009

Onorevoli presidenti e consiglieri,

vi sottoponiamo, per conoscenza, il rapporto sulla politica estera 2009.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

2 settembre 2009 In nome del Consiglio federale svizzero:

Il presidente della Confederazione, Hans-Rudolf Merz La cancelliera della Confederazione, Corina Casanova

Compendio

Con la sua politica estera la Svizzera difende i propri interessi nei confronti degli altri Paesi ed elabora proposte per risolvere problemi regionali e globali di attualità.

Il presente rapporto offre una visione d'insieme dello stato attuale della politica estera svizzera. Oltre a illustrare le più importanti sfide presenti e future, fa un resoconto delle principali attività dalla pubblicazione del Rapporto sulla politica estera del giugno 2007.

Conferendo una nuova veste al rapporto sulla politica estera, il Consiglio federale accoglie la richiesta espressa nel postulato della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (06.3417) di rimpiazzare i diversi rapporti presentati periodicamente con un solo e unico rapporto annuale che copra l'insieme delle attività di politica estera della Svizzera. Il presente rapporto include quindi anche il rapporto annuale sulle misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo, il rapporto sulla Svizzera e l'ONU e il rapporto annuale sulle attività della Svizzera nel Consiglio d'Europa.

Nuove sfide (n. 2)

In questi ultimi decenni la globalizzazione ha subito un'accelerazione tale da provocare tutta una serie di rivolgimenti nel panorama politico internazionale.

Il presente rapporto evidenzia tre sfide fondamentali, che quasi sicuramente saranno determinanti non soltanto per la nostra politica estera, ma anche per le relazioni internazionali, ossia:

- il mutamento degli equilibri di potere in ambito economico e politico a livello mondiale (n. 2.2);

- l'aumento delle crisi e dei rischi sistemici di portata globale illustrato sull'esempio della crisi finanziaria ed economica, della problematica energetica e dei cambiamenti climatici (n. 2.3), e

- la necessità di riformare le istituzioni internazionali esistenti adeguandole alla nuova situazione geopolitica (n. 2.4).

Una politica estera del dialogo

Nella sua politica estera il Consiglio federale vorrebbe valorizzare maggiormente uno strumento che si è rivelato molto valido in politica interna, ma che spesso non è impiegato in misura sufficiente nell'attuale politica internazionale: il dialogo

(n. 2.5). Questo strumento presuppone la volontà di cercare lo scambio al di là degli abituali confini geografici, tematici e istituzionali e l'apertura verso approcci e partenariati innovativi sia in seno alle organizzazioni internazionali sia nei confronti dei nuovi attori del settore privato. Il dialogo non pretende di essere una panacea per tutti i mali e non sarà sufficiente per risolvere tutti i problemi. Va piuttosto inteso come condizione minima per trovare una soluzione vera e propria:

5464

in un'atmosfera di rispetto reciproco risulta infatti più semplice individuare interessi comuni ed elaborare soluzioni accettabili.

La sfida delle operazioni militari nella politica della pace e della sicurezza

La politica internazionale nel suo insieme non può limitarsi unicamente al dialogo e alla diplomazia. È chiamata anche a intervenire a favore della pace e della sicurezza internazionali con misure coercitive e disciplinari militari e di polizia. Le problematiche in questo settore sono oggi notevoli, tanto più che in diverse zone di conflitto non esiste più alcun ordine statale in grado di funzionare. Come dimostra la discussione sulla pirateria nel Golfo di Aden, anche la Svizzera deve far fronte a questa specifica sfida (n. 2.6).

Tre assi principali della politica estera svizzera (n. 3.1)

La politica estera non concerne soltanto le relazioni con gli Stati e le regioni, ma praticamente tutti i settori politici ed è caratterizzata da una molteplicità di attori. Per dare un orientamento almeno a grandi linee, il presente rapporto articola tutta la politica estera lungo tre assi principali.

Asse geografico

Il primo asse principale riguarda le relazioni che la Svizzera intrattiene con tutti gli altri Stati e le regioni del mondo. Oltre alle priorità all'interno dello spazio europeo, si tratta soprattutto di tener conto dei nuovi equilibri di potere al momento di configurare le nostre relazioni bilaterali.

Asse tematico

Il secondo asse principale concerne i singoli argomenti o le politiche settoriali, in quanto parti integranti della politica estera. Per la Svizzera si tratta soprattutto di trovare risposta alle numerose crisi e ai rischi sistemici di portata globale, di adeguarsi al mutato contesto internazionale e di fornire un contributo alla soluzione dei problemi sia con iniziative proprie sia partecipando attivamente a meccanismi e programmi internazionali.

Asse istituzionale

Oggetto del terzo asse è l'esame delle possibilità con cui rafforzare la cooperazione internazionale e riformare le istituzioni e i meccanismi multilaterali affinché siano in grado di affrontare gli attuali problemi globali.

Primo asse principale: buone relazioni con Stati e regioni (n. 3.2)

Nei rapporti bilaterali con l'insieme della comunità internazionale la Svizzera segue il principio, rivelatosi valido, dell'universalità e si adopera per avere le migliori relazioni possibili con tutti gli Stati e le regioni (n. 3.2.1).

Europa

Quale Paese europeo per eccellenza, la Svizzera rimane strettamente legata al destino dell'Europa (n. 3.2.2).

5465

L'UE, nel suo complesso, è il partner più importante della Svizzera (n. 3.2.2.1). La via bilaterale, percorsa assieme dall'UE e dalla Svizzera, si è rivelata valida e ha prodotto una fitta rete di accordi internazionali conclusi nell'interesse reciproco. Il Consiglio federale rimane fedele agli obiettivi definiti nei confronti dell'UE che riguardano l'attuazione degli accordi esistenti e lo sviluppo e il consolidamento delle relazioni. Non essendo possibile continuare incondizionatamente sulla via bilaterale, occorre riesaminare periodicamente la politica nei confronti dell'UE.

Oltre al quadro contrattuale concordato con l'UE, per tutelare i nostri interessi risultano particolarmente importanti i rapporti bilaterali con i singoli Stati europei. La Svizzera si considera un partner solidale dell'Europa che si preoccupa per lo sviluppo del continente e delle regioni confinanti (n. 3.2.2.2).

Il nostro Paese è membro di numerosi programmi e organizzazioni regionali, tra cui l'Associazione europea di libero scambio (AELS), il Consiglio d'Europa, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), il Partenariato per la pace (PfP), l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN) e l'Agenzia spaziale europea (ESA). L'appartenenza a simili organizzazioni consente alla Svizzera di partecipare attivamente in molti settori specifici alla configurazione della politica europea (n. 3.2.2.3).

Le altre regioni del mondo

In considerazione dei nuovi equilibri di potere che si stanno affermando a livello mondiale, la Svizzera farà bene a dotarsi di nuovi e saldi punti d'appoggio al di fuori del continente e a consolidarli, oltre che a mantenere le priorità in Europa.

Nel 2005 il Consiglio federale ha formulato le direttive corrispondenti e la diploma-zia svizzera è ora impegnata a costruire e ad approfondire, oltre alle relazioni con l'Europa, la Russia e la Turchia, quelle con gli Stati Uniti (n. 3.2.3), con le tre grandi potenze asiatiche Cina, India e Giappone (n. 3.2.4), con il Sudafrica

(n. 3.2.6) e il Brasile (n. 3.2.3). Il presente rapporto contiene un bilancio intermedio positivo di questa politica: infatti, è già stato possibile registrare una notevole intensificazione degli scambi e miglioramenti concreti della cooperazione.

La politica dell'universalità rimane il punto fermo dei rapporti bilaterali. Un'importanza particolare, soprattutto nel contesto multilaterale, la assumono anche i piccoli Stati (n. 3.2.7).

Secondo asse principale: risposte alle sfide globali (n. 3.3)

La maggior parte degli attuali problemi di politica estera supera le possibilità di un singolo Stato e non può essere risolta nell'ambito della cooperazione puramente bilaterale o regionale: si tratta infatti di sfide globali che richiedono soluzioni globali.

Crisi finanziaria ed economica, cambiamenti climatici, energia e salute

Il presente rapporto tratta innanzitutto le tre grandi problematiche legate alla crisi finanziaria ed economica (n. 3.3.1), ai cambiamenti climatici (n. 3.3.2) e alla politica energetica (n. 3.3.3). Questi tre settori - come anche le questioni inerenti alla

5466

politica estera in materia sanitaria (n. 3.3.4) - dimostrano chiaramente che le attuali crisi e i rischi sistemici non si fermano ai confini nazionali, ma si ripercuotono direttamente sulle nostre condizioni di vita e possono essere risolti soltanto mediante una cooperazione internazionale più forte.

Disarmo e non proliferazione

Il mondo continua a essere caratterizzato da ingenti arsenali e dal pericolo della proliferazione di armi di distruzione di massa. In considerazione dei nuovi equilibri di potere che si stanno affermando nel mondo, gli sforzi compiuti nel settore del disarmo e della non proliferazione assumono un'importanza particolare. In questo settore la Svizzera è tradizionalmente molto impegnata e continuerà a intensificare il proprio impegno soprattutto in merito alla questione della non proliferazione nucleare (n. 3.3.5).

Promozione della pace

Con la promozione della pace (n. 3.3.6) la Svizzera intende contribuire a una migliore comprensione e a una risoluzione pacifica delle controversie tra parti...

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA