Messaggio concernente la revisione della legge sulla Banca nazionale

 
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Messaggio

concernente la revisione della legge sulla Banca nazionale

del 26 giugno 2002

Onorevoli presidenti e consiglieri,

Con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, un disegno di revisione della legge sulla Banca nazionale del 23 dicembre 1953.

Nel contempo vi invitiamo a togliere di ruolo il punto 3 del seguente intervento parlamentare:

1999 P 99.3165 Legge federale concernente l'istituzione della Fondazione

Svizzera solidale

(N 04.10.2000, Gruppo socialista)

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

26 giugno 2002 In nome del Consiglio federale svizzero

Il presidente della Confederazione: Kaspar Villiger

La cancelliera della Confederazione: Annemarie Huber-Hotz

Compendio

La legge sulla Banca nazionale svizzera attualmente in vigore (LBN) risale al 1953 e da allora è stata sottoposta soltanto a revisioni parziali. Numerose sue disposizioni non sono pertanto più conformi ai tempi. Inoltre, conseguentemente all'aggiornamento della Costituzione federale (nuovo art. 99 Cost. sulla politica monetaria), si impongono modifiche a livello di legge. Per questo motivo una revisione totale della legge sulla Banca nazionale è opportuna.

L'indipendenza della BNS sancita dalla Costituzione e l'obbligo di rendiconto che va iscritto nella pertinente legislazione devono essere riferiti a un mandato concreto. La nuova LBN preciserà pertanto il mandato costituzionale, secondo il quale la Banca nazionale «conduce una politica monetaria nell'interesse generale del Paese. Essa garantisce la stabilità dei prezzi, prendendo in considerazione la situazione congiunturale». Ponendo l'accento sulla stabilità dei prezzi si tiene conto del fatto che l'inflazione e la deflazione costituiscono per l'essenziale un fenomeno monetario. La stabilità dei prezzi è un'importante condizione a una crescita economica e a un benessere sostenibili. Dall'obbligo di tenere conto dell'evoluzione congiunturale deriva alla Banca nazionale una corresponsabilità nello sviluppo reale dell'economia.

Dato che il nuovo articolo costituzionale sulla politica monetaria non enumera più singolarmente i compiti principali della Banca nazionale, tale enumerazione sarà il fatto della pertinente legge. Rientrano fra i compiti essenziali della BNS l'approvvigionamento con liquidità del mercato monetario del franco svizzero, la tutela dell'approvvigionamento con denaro contante, lo snellimento e la garanzia del funzionamento dei sistemi di pagamento senza contanti, la gestione delle riserve monetarie e il contributo della BNS alla stabilità del sistema finanziario. Tra gli altri compiti della banca di emissione viene ora esplicitamente menzionata la collaborazione della BNS alla cooperazione monetaria internazionale. Come sinora - a titolo di compito accessorio - la Banca nazionale fornisce prestazioni bancarie alla Confederazione, con la differenza però che ora tali prestazioni sono di norma retribuite.

L'articolo 99 capoverso 2 Cost. stabilisce che la Banca nazionale conduce una politica monetaria come banca centrale indipendente. Il principio di indipendenza della banca di emissione è concretizzato dalla nuova legge nel senso che alla Banca nazionale e ai membri dei suoi organi è vietato seguire direttive del Consiglio federale, dell'Assemblea federale o di altri organismi nell'esecuzione dei loro compiti di politica monetaria. Il corollario dell'indipendenza della Banca nazionale è costituito dal suo obbligo di rendiconto e di informazione nei confronti del Consiglio federale, del Parlamento e del pubblico. In questo senso la Banca nazionale ottiene la sua legittimazione democratica.

La legge attualmente in vigore enumera in modo esauriente e dettagliato i diversi tipi di operazioni che la BNS può svolgere per adempiere il suo compito. Essa opera una distinzione in funzione delle categorie di investimenti (oro, obbligazioni, ecc.) e della qualità dei debitori (Stati, banche) come criterio di bonità e della du-

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rata come criterio di liquidità. Dal profilo odierno questo ambito di operazioni è troppo restrittivo, mentre le categorie prescelte non sono più consone agli attuali mercati finanziari. Per questo motivo la nuova legge rinuncia a un'enumerazione fissa delle operazioni autorizzate. Il nuovo ambito di operazioni è invece orientato sui compiti della banca di emissione. La definizione delle operazioni è effettuata in funzione delle esigenze poste ala banca di emissione e non più come sinora sulle sue caratteristiche. In questo contesto non devono essere perse di vista le esigenze specifiche in fatto di attivi di una banca centrale dal profilo della liquidità, dei rischi e del reddito.

Attualmente la BNS adempie precipuamente i suoi compiti per il tramite di negozi giuridici. Le competenze di politica monetaria definite «strumenti sovrani» dalla legge in vigore si differenziano da questi negozi giuridici per il fatto che la Banca nazionale non opera sul mercato libero come offerente o richiedente, ma può imporre ai soggetti economici - per lo più banche - un determinato comportamento. Tali competenze della BNS devono essere ammodernate e adeguate alle esigenze attuali. Anzitutto sono soppressi i controlli delle emissioni e della circolazione dei capitali, controlli che da tempo non sono più applicati e sono ormai divenuti inefficaci sugli attuali mercati finanziari.

Come strumento di regolazione attiva del mercato monetario mediante variazioni del relativo tasso, le norme sulle riserve minime delle banche stabilite dalla legislazione in vigore sono state da tempo sostituite da strumenti negoziali (p. es. opera-zioni Repo) e possono anch'esse essere soppresse. Invece la BNS deve poter continuare a disporre della possibilità di soddisfare una richiesta minima e continua di fondi della banca di emissione da parte delle banche commerciali. A tale scopo le disposizioni della legge sulle banche e le casse di risparmio (LBCR) relative alle liquidità di cassa delle banche sono trasferite in forma leggermente modificata nella LBN. Nel contempo sono sottoposte a revisione le disposizioni della LBCR sulle liquidità complessive: la legge stabilirà che le banche dovranno disporre di fondi propri e di liquidità adeguati, sia singolarmente, sia su base consolidata. Come sinora la struttura dettagliata sarà definita a livello di ordinanza: si tratta di una soluzione conforme all'alto grado di tecnicità della materia che consente inoltre di adeguare in qualsiasi istante le disposizioni all'evoluzione e alle necessità del momento.

Tra le altre competenze di politica monetaria, la Banca nazionale disporrà anche di una base giuridica unitaria per l'allestimento di statistiche del mercato finanziario: oltre che dalle banche e dai fondi di investimento che la legge già oggi sottopone a tale obbligo, essa potrà ottenere dati anche da altri operatori del mercato finanziario (commercianti di titoli, esercenti di sistemi di pagamento, la Posta, compagnie di assicurazione, istituzioni di previdenza professionale). Tali rilevamenti sono chiaramente limitati all'adempimento del mandato della Banca nazionale.

I sistemi per il computo o la gestione di pagamenti o di operazioni rilevanti per la stabilità del sistema finanziario devono funzionare perfettamente, in modo da non ostacolare o pregiudicare l'esecuzione della politica monetaria. Alla Banca nazionale viene pertanto attribuita la nuova competenza di sorvegliare il funzionamento di simili sistemi di gestione dei pagamenti e delle operazioni su titoli. Rientrano

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anzitutto in questa categoria tutti i sistemi di gestione dei pagamenti e di operazioni su titoli che sottostanno all'obbligo di informazione statistica. Pertanto i sistemi di gestione dei pagamenti e di operazioni su titoli comportanti importi elevati sottostanno a un obbligo esteso di informazione nei confronti della BNS. La nuova LBN attribuisce inoltre alla Banca nazionale la competenza di stabilire esigenze minime per l'esercizio di sistemi di gestione dei pagamenti e delle operazioni su titoli dai quali derivano rischi per la stabilità del sistema finanziario. A condizione che soddisfino le esigenze della legge sulle banche o della legge sulle borse, come pure le esigenze minime poste dalla BNS, la Banca nazionale può rilasciare agli esercenti di questi sistemi un'autorizzazione come banca o commerciante di titoli. Per evitare i doppioni, la Banca nazionale e la Commissione federale delle banche hanno l'obbligo espresso di collaborare e di armonizzare le loro rispettive attività di controllo e di vigilanza.

Viene mantenuta la forma giuridica della Banca nazionale come società anonima di diritto speciale, le cui azioni sono quotate in borsa. Questa forma giuridica è particolarmente adatta per sottolineare l'indipendenza della BNS. Vengono parimenti mantenute le due sedi di Berna e Zurigo, mentre viene invece adeguato l'importo del capitale azionario: esso ammonta attualmente a 50 milioni di franchi, di cui la sola metà è stata versata. Visto che oggigiorno il capitale azionario non riveste più la medesima importanza economica a mente della ben più elevata somma di bilancio, il versamento della quota non ancora versata non avrebbe più alcun senso. Pertanto il capitale azionario viene ridotto alla quota versata di 25 milioni di fran-chi; il valore nominale delle singole azioni viene a sua volta ridotto a 250 franchi.

Rientrano nelle disposizioni di diritto societario anche le prescrizioni sul calcolo e sulla distribuzione dell'utile. Sinora la LBN non disciplinava quale quota dell'utile della Banca nazionale dovesse essere destinata alla costituzione di accantonamenti e quale quota potesse essere distribuita. La nuova LBN traspone come segue il mandato costituzionale della Banca nazionale di costituire sufficienti riserve monetarie con i suoi utili: in qualità di banca centrale indipendente la Banca nazionale stabilisce l'importo delle riserve monetarie necessarie...

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