Messaggio concernente l'approvazione degli accordi settoriali tra la Svizzera e la CE

 
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Messaggio concernente l'approvazione degli accordi settoriali tra la Svizzera e la CE

del 23 giugno 1999

Onorevoli presidenti e consiglieri,

Con il presente messaggio, vi sottoponiamo per approvazione il decreto federale concernente l'approvazione degli accordi settoriali tra la Svizzera e la CE come pure gli atti di trasposizione degli accordi e le misure d'accompagnamento.

Vi proponiamo di togliere di ruolo le mozioni e i postulati seguenti:

1997 M 97.3363 Estensione degli accordi settoriali bilaterali con l'UE agli Stati dell'AELS (N 20.6.97, Vollmer)

1998 P 98.3158 Negoziati bilaterali. Prospettive di successo

(N 26.6.98, Gruppo radicale-democratico)

1998 P 98.3174 Negoziati bilaterali. Prospettive di successo

(S 8.10.98, Beerli)

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

23 giugno 1999 In nome del Consiglio federale svizzero:

La presidente della Confederazione, Ruth Dreifuss

Il cancelliere della Confederazione, François Couchepin

Compendio

Gli accordi settoriali sottoposti al Parlamento per approvazione sono il risultato dei principali negoziati svolti nell'ambito della politica d'integrazione svizzera dopo il rifiuto, il 6 dicembre 1992, dell'Accordo SEE da parte di popolo e Cantoni. Da questi accordi ci si aspetta da un lato di mantenere la concorrenzialità dell'economia svizzera e dall'altro di migliorare la qualità della piazza elvetica nei confronti del mercato interno UE. Il Consiglio federale intende in tal modo anche contrastare l'isolamento politico, istituzionale e culturale del Paese.

I negoziati settoriali tra la Svizzera e l'Unione europea si sono svolti in un periodo di cambiamenti internazionali a livello politico, economico e sociale, come la globalizzazione e regionalizzazione dell'economia mondiale, la ricerca di più grandi spazi economici integrati in seguito all'inasprirsi della concorrenza, le relazioni di politica regionale e mondiale condotte sempre più a livello multilaterale, il consolidamento e l'apertura dell'UE verso Oriente, i conflitti armati alla periferia dell'Europa centrale (Bosnia, Kosovo) e il conseguente rafforzamento della cooperazione tra i diversi attori e organizzazioni internazionali, in particolare nei settori della politica dei rifugiati e della sicurezza. Questi fattori, assieme agli sviluppi nell'ambito della politica interna, hanno influenzato in un modo o nell'altro l'avvio e il proseguimento dei negoziati settoriali sino alla loro conclusione politica a margine del vertice dell'UE tenutosi l'11 dicembre 1998 a Vienna.

Alla fine del 1993, il Consiglio dell'UE si era dichiarato disposto ad avviare negoziati con la Svizzera in sette settori: ricerca, appalti pubblici, ostacoli tecnici agli scambi, agricoltura, trasporto aereo, trasporti terrestri e circolazione delle persone. Questi sette settori coprono 10 ambiti degli interessi svizzeri definiti dal Consiglio federale all'inizio del 1993. L'accettazione, il 20 febbraio 1994, dell'iniziativa delle Alpi da parte del popolo e dei Cantoni svizzeri indusse tuttavia entrambe le parti a una pausa di riflessione, che si concluse solo alla fine del 1994, con le precisazioni fornite dalla Svizzera riguardo alla formulazione non discriminatoria del mandato costituzionale di protezione delle Alpi, e l'approvazione di mandati di condurre negoziati. A questi ultimi venne dato formalmente inizio il 12 dicembre 1994.

Il 3 aprile 1996 il Consiglio federale precisò i mandati di negoziato, approvati al termine di un'ampia consultazione interna, che si rivelarono determinanti per supe-rare gli ostacoli nel settore della circolazione delle persone, il 15 luglio 1996 a Bruxelles. Un'altra consultazione interna si rese necessaria nel maggio del 1997 per trovare una soluzione accettabile per entrambe le parti nel settore dei trasporti terrestri. Questa fu infine trovata il 23 gennaio 1998 a Kloten. Il 16 giugno 1998 si arrivò quindi alla conclusione tecnica dei negoziati a livello di coordinatori. Nella notte tra il 30 novembre e il 1° dicembre 1998 furono definitivamente conclusi i negoziati concernenti l'Accordo sui trasporti terrestri. L'11 dicembre 1998 i negoziati vennero conclusi a Vienna a livello politico, dopo un'ultima consultazione tra i coordinatori l'8 e il 9 dicembre; il 26 febbraio 1999 furono parafati i testi degli accordi. La firma ha avuto luogo il 21 giugno 1999 a Lussemburgo.

L'Accordo negoziato nel settore della ricerca istituisce condizioni quadro più favorevoli per la ricerca in Svizzera e apre nuove possibilità di cooperazione a livello inter-nazionale. L'Accordo contribuisce a mantenere l'alto livello tecnologico raggiunto in Svizzera. Gli svantaggi riscontrati oggi dalle imprese svizzere che intendono parteci-pare ai programmi di ricerca europei saranno eliminati, in particolare: (1) l'impossibilità per i ricercatori svizzeri di assumere il coordinamento di un progetto e (2) di avere accesso ai risultati degli altri progetti senza avervi partecipato e ancora (3) la necessità di trovare due partner nello Spazio economico europeo per lanciare un progetto, mentre un membro dell'UE può limitarsi a uno solo. I contributi che dovranno essere versati al preventivo UE per la ricerca saranno compensati da importanti versamenti di fondi di ricerca dell'UE a istituti svizzeri.

L'Accordo in materia di appalti pubblici fornisce agli offerenti svizzeri l'accesso indiscriminato ai mandati delle imprese dell'UE nel settore dell'approvvigionamento idrico ed energetico, dei trasporti urbani e regionali, delle ferrovie e delle telecomunicazioni. Gli operatori economici svizzeri ottengono l'accesso a un importante mercato europeo con una procedura più trasparente. Di riflesso, si rafforza la concorrenza sul mercato svizzero degli appalti pubblici, anche a livello comunale.

L'Accordo sul reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità elimina gli ostacoli tecnici agli scambi e comporta notevoli facilitazioni in importanti settori economici come l'industria meccanica, farmaceutica, dei medicinali e delle telecomunicazioni. Evita costose e laboriose doppie valutazioni dei prodotti. Con il riconoscimento dei certificati svizzeri, la nostra industria d'esportazione potrà commercializzare i suoi prodotti in modo più semplice e spedito sul mercato europeo. In tal modo si riducono gli svantaggi degli esportatori svizzeri rispetto ai loro concorrenti dell'UE.

L'Accordo sul commercio di prodotti agricoli contiene tutti gli elementi necessari per rafforzare gli scambi reciproci di prodotti agricoli tra la Svizzera e il suo principale partner commerciale, la CE. I risultati dei negoziati sono in sintonia con il nuovo corso della Politica agricola avviato dal Consiglio federale nel 1992. Le esportazioni saranno inoltre facilitate dall'eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi. Entrambe le Parti si garantiscono nuove concessioni tariffarie per numerosi prodotti agricoli, in particolare nel settore lattiero-caseario, in quelli della frutta e verdura, dei prodotti orticoli, della carne di manzo e di maiale e dei vini speciali.

L'Accordo sul trasporto aereo disciplina l'accesso delle compagnie aeree svizzere al mercato del trasporto aereo europeo liberalizzato, in base al principio della reciprocità. Nuovi diritti di traffico saranno accordati a tappe alle compagnie aeree svizzere, migliorando la loro posizione concorrenziale a livello mondiale. Esse beneficeranno inoltre della libertà dei prezzi e dell'allestimento del piano di volo, vale a dire che non saranno più necessarie autorizzazioni in materia di tariffe e di rotte aeree.

L'Accordo sui trasporti terrestri intende garantire una politica coordinata dei trasporti tra la Svizzera e i Paesi dell'UE, favorendo da un lato la mobilità sostenibile e...

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