Valutazione delle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri. Rapporto finale del Controllo parlamentare dell'amministrazione all'attenzione della Commissione della gestione del Consiglio nazionale
Valutazione delle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri. Rapporto finale del Controllo parlamentare dell'amministrazione all'attenzione della Commissione della gestione del Consiglio nazionale
Allegato 2 Valutazione delle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri Rapporto finale del Controllo parlamentare dell'amministrazione all'attenzione della Commissione della gestione del Consiglio nazionale del 15 marzo 2005 L'essenziale in breve Le misure coercitive in materia di diritto degli stranieri (LDDS) sono entrate in vigore dieci anni fa. La presente indagine descrive il modo in cui il principale di questi strumenti, la carcerazione in vista di sfratto, è stato utilizzato nei Cantoni di Basilea Campagna, Ginevra, Sciaffusa, Vallese e Zurigo tra il 2001 e il 2003, illustra le caratteristiche di questa forma di carcerazione dal profilo del rapporto costibenefici e i miglioramenti che essa ha introdotto nell'esecuzione degli allontanamenti. Infine, presenta i risultati dell'analisi riguardante gli effetti delle misure coercitive sul livello di delinquenza tra i richiedenti l'asilo e gli stranieri in situazione irregolare. I risultati si basano in parte su rilevamenti statistici, in parte su colloqui con i membri di autorità cantonali e federali e con i rappresentanti di organizzazioni non governative. L'indagine riguardante la carcerazione in vista di sfratto ha evidenziato che le modalità di applicazione variano da un Cantone all'altro. Si spazia da un'applicazione restrittiva (Ginevra) a una prassi piuttosto cauta (Sciaffusa) fino a un'applicazione coerente e sistematica (Basilea Campagna, Vallese, Zurigo). Tali differenze derivano anzitutto dalla formulazione potestativa della legge federale sulle misure coercitive, che retrocede ai Cantoni la facoltà di decidere se ordinare la carcerazione in vista di sfratto oppure no. Dipendono però anche dal fatto che le autorità giudiziarie cantonali preposte al controllo della carcerazione sfruttano in modo diverso il margine d'interpretazione offerto dalla legge. Ma le differenze tra i Cantoni non si riscontrano soltanto nella frequenza con cui è ordinata la carcerazione: riguardano anche il gruppo di stranieri interessato (stranieri in situazione irregolare o richiedenti l'asilo), determinate nazionalità o la durata e l'esito della carcerazione. Se per le autorità cantonali interrogate non pongono problemi, le differenze di applicazione tra un Cantone e l'altro sono però correlate, sul piano federale, a difficoltà di coordinamento e perdite di efficienza. Fonti legate ad ambienti non governativi riportano inoltre che per gli stranieri interessati le differenze di intensità nell'applicazione delle misure coercitive costituiscono espressione di arbitrio. Nei Cantoni presi in esame, dal 60 all'80 per cento degli incarcerati resta in carcere per meno di un mese. In tutti i Cantoni, gli stranieri incarcerati per più di sei mesi rappresentano soltanto un'esigua proporzione e non superano mai la soglia del 4 per cento. Le medie cantonali relative alla durata della carcerazione si situano tra 20 e 47 giorni. In taluni Cantoni sono molto numerose le carcerazioni brevi, di durata inferiore a quattro giorni; dato che il termine per il controllo della carcerazione è di 96 ore, in questi casi le autorità giudiziarie cantonali rinunciano solitamente a esaminare se sussiste un motivo d'arresto, ragion per cui gli ambienti vicini alle organizzazioni non governative mettono in dubbio la legalità e l'adeguatezza di tale misura. Le quote di rimpatrio divergono da Cantone a Cantone e oscillano tra il 50 e il 92 per cento. Con una sola eccezione (Ginevra), i Cantoni presentano una quota di rimpatrio nettamente superiore nel settore della LDDS rispetto al settore dell'asilo; 2440 questa differenza risulta anche dalla media delle quote cantonali, che nel settore della LDDS raggiunge l'81 per cento, mentre si ferma al 63 per cento nel settore dell'asilo. Dal profilo dei rimpatri ottenuti, quindi, la carcerazione in vista di sfratto è più efficace nell'ambito della LDDS di quanto non lo sia in quello dell'asilo. Dall'analisi delle corrispondenze tra durata ed esito della carcerazione emerge che in entrambi i campi del diritto i tassi di rimpatrio più elevati (in parte oltre il 90 e fino al 100 %) si ottengono con carcerazioni di breve durata, per periodi inferiori a un mese. La carcerazione è di breve durata nella maggior parte dei casi. Di regola, con il prolungarsi del periodo di carcerazione, le quote diminuiscono in modo molto netto, benché le percentuali rilevate nel settore dell'asilo (nel quale si registra la maggior parte dei casi di carcerazione di lunga durata) rimangano sempre inferiori a quelle riscontrate nell'ambito della LDDS. L'efficacia della carcerazione scema dunque con il suo protrarsi. Le differenze che si riscontrano tra l'ambito della LDDS e quello dell'asilo possono essere ricondotte in particolare al fatto che gli stranieri sprovvisti di permesso sono perlopiù in possesso di documenti di viaggio validi e provengono in gran parte da Paesi con i quali sono stati stipulati degli accordi di riammissione. Nel set...