Settimo rapporto sulla posizione della Svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d'Europa

Riassunto


Settimo rapporto sulla posizione della Svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d'Europa

00.003

Settimo rapporto

sulla posizione della Svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d'Europa

del 19 gennaio 2000

Onorevoli presidenti e consiglieri,

Con il presente messaggio vi sottoponiamo il settimo rapporto sulla posizione svizzera rispetto alle convenzioni del Consiglio d'Europa raccomandandovi di prenderne atto.

Conformemente al postulato Reiniger del 1976 (P 76.454) il Consiglio federale deve presentare all'inizio di ogni legislatura un nuovo rapporto in merito. Il testo costituisce dunque l'aggiornamento del sesto rapporto del 29 novembre 1995 (95.087) sul medesimo oggetto.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

19 gennaio 2000 In nome del Consiglio federale svizzero:

Il presidente della Confederazione, Adolf Ogi

La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

Compendio

Con un postulato del 6 ottobre 1976 il consigliere nazionale Reiniger invitava il Consiglio federale a compilare, in apertura di ogni legislatura, un rapporto su tutte le convenzioni del Consiglio d'Europa non ancora ratificate dalla Svizzera. Il Consiglio federale ha dato seguito a questo postulato presentando frattanto sei rapporti: il 16 novembre 1977 (FF 1977 III 881), il 2 giugno 1980 (FF 1980 II 1269), il 22 febbraio 1984 (FF 1984 I 616), il 24 febbraio 1988 (FF 1988 II 229), il 18 dicembre 1991 (FF 1992 II 550) e il 29 novembre 1995 (FF 1996 I 389).

Il presente rapporto è stato elaborato per la legislatura 1999-2003 ed è strutturalmente analogo al sesto.

Il testo spiega innanzitutto la politica della Svizzera nei confronti delle convenzioni del Consiglio d'Europa e si sofferma in particolare su quelle ratificate dopo la pubblicazione dell'ultimo rapporto. In seguito sono descritti, per settori di attività, gli strumenti non ancora ratificati e sono precisate le motivazioni della mancata ratifica. Infine sono stabilite le priorità.

Le seguenti convenzioni, di importanza prioritaria, dovrebbero essere ratificate nel corso della presente legislatura:

- Convenzione sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina e il suo Protocollo addizionale concernente il divieto di clonazione dell'essere umano;

- Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento delle persone condannate;

- Protocollo N. 2 alla Convenzione quadro europea sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali relativa alla cooperazione interterritoriale;

- Protocollo che emenda la Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera;

- Convenzione penale sulla corruzione.

Rapporto

1 Introduzione

Il postulato Reiniger del 6 ottobre 1976 invitava il Cons iglio federale a:

«... stabilire, all'attenzione dei Consigli legislativi, un rapporto completo sul tema: «La Svizzera e le Convenzioni del Consiglio d'Europa» nel quale saran-no esaminate le ragioni che inducono il nostro Paese ad aderirvi o a non aderirvi. Occorre poi stabilire un ordine di priorità per quanto concerne le even-tuali ratifiche».

Le convenzioni sono il principale strumento giuridico di cui dispone il Consiglio d'Europa. Permettono infatti di concretare i progressi della cooperazione su una base giuridicamente vincolante. Sino ad oggi il Consiglio d'Europa ha elaborato 173 convenzioni sui più svariati temi come i diritti umani, la protezione degli animali e la cultura. L'importanza e la portata delle singole convenzioni spazia da quella fondamentale sui diritti dell'uomo sino alle convenzioni che, per mancanza di interesse, non entreranno mai in vigore.

2 Politica della Svizzera nei confronti delle convenzioni del Consiglio d'Europa

Con la propria adesione al Consiglio d'Europa la Svizzera si è impegnata, in virtù delle disposizioni dell'articolo 3 degli statuti del Consiglio d'Europa, «a collaborare lealmente ed efficacemente» alla prosecuzione delle finalità dell'Organizzazione.

Consapevole del fatto che il Consiglio d'Europa, come l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, è a tutt'oggi un'organizzazione politica a vocazione paneuropea di cui è membro a pieno diritto, la Svizzera auspica proseguire la propria cooperazione con l'istituzione di Strasburgo. È in questo contesto che potrà prendere posizione e partecipare alla costruzione europea su un piano di parità con gli altri Paesi membri.

Con la propria adesione la Svizzera si è parimenti impegnata ad aderire per quanto possibile alle Convenzioni del Consiglio d'Europa e, di conseguenza, a partecipare efficacemente alla loro elaborazione.

È evidente che non si possono ratificare tutte le convenzioni unicamente per conformarsi a una prassi generale. Occorre, al contrario, esaminare se la nostra ratifica è necessaria o giustificata nella prospettiva dell'interesse nazionale, di una cooperazione europea reale ed efficace o anche di una chiara solidarietà con gli altri Stati membri dell'Organizzazione. Nello stesso tempo non si dovrà perdere di vista l'evoluzione del diritto internazionale.

La decisione di non r...

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