Ruolo della Confederazione nella garanzia della qualità secondo la LAMal. Rapporto del Controllo parlamentare dell'amministrazione a destinazione della sottocommissione DFI/DATEC della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati

Riassunto


Ruolo della Confederazione nella garanzia della qualità secondo la LAMal. Rapporto del Controllo parlamentare dell'amministrazione a destinazione della sottocommissione DFI/DATEC della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati

Allegato

Ruolo della Confederazione nella garanzia della qualità secondo la LAMal

Rapporto del Controllo parlamentare dell'amministrazione

a destinazione della sottocommissione DFI/DATEC della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati

del 5 settembre 2007

L'essenziale in breve

I tassi d'infezione elevati negli ospedali, il numero di errori medici e i costi della salute in aumento sono viepiù stati oggetto di attenzione da parte dell'opinione pubblica nel corso degli ultimi anni. La qualità delle prestazioni mediche e le misure per garantirla sono divenute sempre più importanti e spesso criticate.

Partendo da questa constatazione, il 12 febbraio 2007 la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) ha incaricato il Controllo parlamentare dell'amministrazione (CPA) di analizzare i compiti della Confederazione e le loro modalità di esecuzione nel settore della garanzia della qualità secondo la LAMal.

Questa analisi ha, da un lato, valutato l'adeguamento del quadro giuridiconormativo previsto dalla LAMal in materia di garanzia della qualità, e, dall'altro, redatto l'inventario delle misure adottate dalla Confederazione al fine di esaminare la maniera in cui essa ha utilizzato le competenze legali e adempiuto i suoi compiti.

Dall'analisi del quadro giuridico-normativo si induce che la ripartizione delle competenze prevista dalla LAMal è appropriata. Da un lato, perché con la delega dell'attuazione della garanzia della qualità ai partner tariffali, la competenza dell'esecuzione è trasmessa ai detentori delle necessarie competenze; dall'altro, perché essa si rivela conforme al principio della LAMal (autonomia tariffaria). Agli enti pubblici (Confederazione e Cantoni) è attribuita una funzione di sorveglianza e di regolamentazione dove, conformemente all'organizzazione del sistema sanitario svizzero, la Confederazione svolge un ruolo soltanto sussidiario. In tale contesto, la valutazione individua un certo numero di lacune concernenti, da un lato, gli incentivi volti a stimolare gli attori nello svolgimento del ruolo loro attribuito e, dall'altro, gli strumenti legali previsti dalla Confederazione.

In primo luogo, i fornitori di prestazioni non sono sufficientemente stimolati nell'attuazione delle misure relative alla garanzia della qualità, in quanto fornire prestazioni di qualità e partecipare attivamente alla realizzazione di queste misure non procura loro alcun vantaggio particolare, segnatamente dal punto di vista finanziario. In secondo luogo, le convenzioni sulla garanzia della qualità o le convenzioni tariffali si sono rivelate strumenti di regolazione deboli e poco efficaci. In effetti, l'esistenza di una convenzione sulla garanzia della qualità non dice ancora nulla circa la sua attuazione da parte dei fornitori di prestazioni e sull'efficacia delle misure. In terzo luogo, le disposizioni legali prevedono certamente un ventaglio di strumenti d'intervento nel caso in cui i partner tariffali non adempiano i loro obblighi in materia di garanzia della qualità. Queste sanzioni sono tuttavia ritenute poco efficaci, in particolare perché le convenzioni relative alla garanzia della qualità non sono sottoposte alla sorveglianza di un'autorità. È peraltro vero che la Confederazione può adottare misure sostitutive qualora i partner tariffali non concludano una convenzione di qualità, ma essa non ha alcuna possibilità di sanzionarli direttamente se non si conformano a queste prescrizioni. In quarto e ultimo luogo, l'analisi giunge alla conclusione che la Confederazione non può adempiere le sue importanti competenze di regolamentazione se non in misura limitata, a causa

dell'asimmetria delle informazioni e dell'insufficiente dotazione di risorse in seno all'UFSP per la garanzia della qualità.

Per sapere se gli attori federali hanno utilizzato le loro competenze di regolamentazione e di sorveglianza per la garanzia della qualità secondo la LAMal in maniera adeguata e conforme al mandato, la presente indagine formula le conclusioni seguenti:

il Consiglio federale, il DFI e l'UFSP hanno utilizzato in modo insufficiente le loro competenze nel settore della garanzia della qualità secondo la LAMal, nonostante il carattere sussidiario del ruolo della Confederazione.

Ad esempio, il Consiglio federale avrebbe potuto sfruttare in misura maggiore il potenziale deterrente che la legge gli riconosce (misure sostitutive). Ad eccezione di un caso (ordinanza sulla mammografia), il Consiglio federale non ha adottato nessuna misura sostitutiva, mentre il suo intervento sarebbe stato pertanto necessario in base all'inventario delle convenzioni di qualità esistenti. È così che né i medici, né gli ospedali dispongono attualmente di una convenzione di qualità tra i partner tariffali.

La garanzia della qualità svolge complessivamente un ruolo secondario nell'esame delle convenzioni tariffali nazionali sottoposte per approvazione ...

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