Rapporto del Consiglio federale sulla valutazione della politica europea svizzera (in risposta al postulato Markwalder [09.3560] «Politica europea: valutazione, priorità, provvedimenti urgenti e passi futuri verso l'integrazione»)

Riassunto


Rapporto del Consiglio federale sulla valutazione della politica europea svizzera (in risposta al postulato Markwalder [09.3560] «Politica europea: valutazione, priorità, provvedimenti urgenti e passi futuri verso l'integrazione»)

10.086

Rapporto del Consiglio federale

sulla valutazione della politica europea svizzera

(in risposta al postulato Markwalder [09.3560] «Politica europea: valutazione, priorità, provvedimenti urgenti e passi futuri

verso l'integrazione»)

del 17 settembre 2010

Onorevoli presidenti e consiglieri,

vi sottoponiamo, per conoscenza, il rapporto in risposta al postulato 09.3560 Markwalder.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

17 settembre 2010 In nome del Consiglio federale svizzero:

La presidente della Confederazione, Doris Leuthard

La cancelliera della Confederazione, Corina Casanova

Compendio

Con il presente rapporto il Consiglio federale accoglie la richiesta espressa nel postulato1 della consigliera nazionale Markwalder che lo invita a valutare i vantaggi e gli svantaggi degli attuali strumenti di politica europea e a indicare le priorità e le misure concrete per la futura politica europea della Svizzera.

Il presente studio, basandosi sul Rapporto Europa 20062 e sul Rapporto sulla politica estera 20093, analizza i diversi strumenti di politica europea alla luce degli sviluppi sopraggiunti e dal profilo della migliore tutela possibile degli interessi svizzeri. A tale scopo esso si basa sui requisiti che il Consiglio federale ha fissato nel rapporto Europa 2006 (n. 1.1), ossia:

1. partecipazione alle decisioni: nell'ambito degli accordi bilaterali con l'UE, la Svizzera dispone di un grado di codecisione e di uno spazio di manovra per l'attuazione delle proprie politiche giudicati sufficienti da ambo le parti;

2. fattibilità in materia di politica estera: per quanto riguarda la sua politica applicata nei confronti dei Paesi terzi l'UE è disposta a elaborare congiuntamente alla Svizzera soluzioni nell'ambito di accordi bilaterali settoriali;

3. condizioni quadro economiche: le condizioni quadro economiche, in particolare anche nell'ambito monetario, non cambiano a svantaggio della Svizzera.

Contesto e sviluppi attuali (n. 1.3)

Nonostante la diminuzione della quota europea sia a livello di popolazione che di prestazioni economiche, l'UE rimane la più importante economia del mondo e la potenza dominante sul continente. In quanto potenza commerciale più importante, geograficamente confinante ma anche vicina istituzionalmente, e creatrice con sempre maggior frequenza di norme di portata internazionale, l'UE rappresenta il punto di riferimento principale della politica estera e della politica economica estera svizzere. Per la Svizzera una politica europea attiva e adeguata ai costanti mutamenti delle esigenze assume un'importanza sempre maggiore poiché l'UE sarà sempre più attiva anche in settori che tradizionalmente rientrano nella sfera di competenze di organizzazioni delle quali anche la Svizzera è membro a pieno titolo.

Con il Trattato di Lisbona4 (n. 1.3.2.1) l'UE ha fatto un ulteriore importante passo verso una maggiore comprensione e un rafforzamento dell'integrazione. Tramite una procedura di decisione semplificata (principio della maggioranza qualificata) la sua capacità di azione sarà aumentata e, grazie alla rivalutazione del ruolo del Parlamento europeo, il controllo democratico rafforzato.

1 Postulato Markwalder Bär (09.3560) «Politica europea: valutazione, priorità, provvedimenti urgenti e passi futuri verso l'integrazione».

2 Rapporto Europa 2006 del 28 giu. 2006, FF 2006 6223 segg.

3 Rapporto sulla politica estera 2009 del 2 set. 2009, FF 2009 5463 segg.

4 GU C 115 del 9 mag. 2008.

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In seguito alla crisi finanziaria ed economica anche la valuta comune, l'euro, si è trovata sotto pressione (n. 1.3.2.2). È presumibile che il problema legato alle discrepanze della politica economica e della politica fiscale nella zona euro, che ha dato origine alla crisi, sia risolto grazie a un nuovo e importante passo verso l'integrazione che avvicinerebbe gli Stati dell'UE - o perlomeno quelli della zona euro - a un'unione politica. L'economia d'esportazione svizzera, strettamente coinvolta con l'UE, è confrontata a nuove insicurezze che riguardano sia la futura dinamica economica del suo più importante partner, sia il corso dell'euro rispetto al franco svizzero.

Anche le relazioni bilaterali tra la Svizzera e l'UE negli ultimi anni sono state confrontate a una serie di sviluppi, descritti al numero 1.3.3.

Analisi dei più recenti sviluppi alla luce dei tre requisiti (n. 2)

Per quanto riguarda le relazioni bilaterali della Svizzera con l'UE, l'analisi della situazione rispetto ai tre requisiti mostra una chiara tendenza all'erosione del margine di manovra.

Certamente l'UE è sempre interessata a concludere accordi bilaterali settoriali, ma esige non solo il completo recepimento di tutti gli acquis comunitari bensì anche degli sviluppi che ne derivan...

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