Iniziativa parlamentare Garanzia della riservatezza delle deliberazioni delle commissioni e modifica delle disposizioni legali relative all'immunità Rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale

Riassunto


Iniziativa parlamentare Garanzia della riservatezza delle deliberazioni delle commissioni e modifica delle disposizioni legali relative all'immunità Rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale

08.447

Iniziativa parlamentare

Garanzia della riservatezza delle deliberazioni delle commissioni e modifica delle disposizioni legali relative all'immunità

Rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale

del 19 agosto 2010

Onorevoli colleghi,

con il presente rapporto vi sottoponiamo i progetti di modifica della legge sul Parlamento e del regolamento del Consiglio nazionale. In pari tempo il Consiglio federale ha l'opportunità di esprimere il suo parere.

Le proposte concernenti il diritto disciplinare parlamentare (a garanzia della riservatezza delle deliberazioni delle commissioni) sono state elaborate dalla Commissione delle istituzioni politiche, mentre le proposte relative alle norme sull'immunità dalla Commissione degli affari giuridici (08.497 Iv.Pa. Modifica delle disposizioni legali relative all'immunità).

La Commissione propone di accogliere i progetti allegati.

19 agosto 2010 In nome della Commissione:

Il presidente, Yvan Perrin

Compendio

Secondo il diritto vigente, le sedute plenarie del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati decidono in ultima istanza le misure disciplinari nei confronti dei deputati e le domande di revoca dell'immunità di deputati e magistrati. In entrambi i casi si tratta di decisioni che non devono essere prese in primo luogo secondo criteri politici, bensì secondo criteri giuridici. Per loro natura, i plenum poco si addicono a questo scopo. La Comissione degli affari giuridici (CAG) e la Commissione delle istituzioni politiche (CIP) propongono pertanto di trasferire queste competenze dai plenum alle commissioni.

Il diritto disciplinare parlamentare serve a mantenere l'ordine nella sala della Camera, a tutelare l'immagine del potere supremo della Confederazione (art. 148 Cost.) e soprattutto l'adempimento dei compiti costituzionali da parte del Parlamento e dei suoi organi. Una condizione centrale per l'adempimento dei compiti delle commissioni parlamentari è la garanzia della riservatezza delle loro deliberazioni. La rinuncia a questa riservatezza pregiudicherebbe l'adempimento dei compiti, dal momento che le commissioni non potrebbero più far valere il loro diritto nei confronti del Consiglio federale a ricevere anche informazioni confidenziali. Se le commissioni tenessero sedute pubbliche, farebbero più fatica a trovare compromessi e soluzioni consensuali. La decisione sarebbe spostata in seno a gruppi preparlamentari, non pubblici, i quali, diversamente dalle commissioni, non sono composti in modo rappresentativo e non funzionano secondo regole democratiche.

L'importanza della riservatezza delle deliberazioni delle commissioni ai fini dell'adempimento dei compiti del Parlamento e quindi della democrazia giustifica la sanzione della loro violazione mediante misure disciplinari. Come l'esperienza insegna, la procedura attualmente applicata è poco adatta. La CIP propone, mediante l'istituzione di un idoneo organo competente e una migliore procedura, di creare le condizioni per rendere più efficace il diritto disciplinare, di cui uno degli elementi principali è la protezione del segreto d'ufficio. Per il Consiglio nazionale la competenza sarà trasferita dall'Ufficio della Camera, già oberato da altri importanti compiti, a una nuova piccola commissione permanente per le misure disciplinari. In merito a un'opposizione contro una simile misura non sarà più il plenum a decidere bensì l'Ufficio.

La stessa piccola commissione permanente dovrà decidere in Consiglio nazionale anche su richieste di revoca dell'immunità. Il Consiglio nazionale non se ne occuperà più. Affinché si entri nel merito di una simile richiesta o l'immunità possa essere revocata, una commissione del Consiglio degli Stati dovrà prendere una decisione in sintonia con la prima.

Mentre la maggioranza della CAG e una minoranza della CIP vorrebbe mantenere l'immunità relativa dei parlamentari in una forma leggermente limitata (cfr. considerazioni più avanti), la maggioranza della CIP e una minoranza della CAG la vorrebbe abolire. I parlamentari non dovrebbero essere privilegiati rispetto ad altre persone a tal punto da poter commettere per esempio reati contro l'onore nel quadro di discussioni politiche senza rischiare un procedimento penale. L'immunità

6498

assoluta continua a rimanere tale e a proteggere i deputati da procedimenti penali per dichiarazioni fatte nelle Camere o nelle commissioni. Viene mantenuta anche l'immunità relativa dei membri del Consiglio federale e del Tribunale federale per reati direttamente connessi alla loro fu...

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