Rapporto del Consiglio federale sullo stato e sulle prospettive d'intervento civile destinato a sostituire progressivamente gli impieghi militari in Kosovo (conformemente all'art. 2 del decreto federale del 12 dicembre 2001 sulla partecipazione della Svizzera alla KFOR)
Rapporto del Consiglio federale sullo stato e sulle prospettive d'intervento civile destinato a sostituire progressivamente gli impieghi militari in Kosovo (conformemente all'art. 2 del decreto federale del 12 dicembre 2001 sulla partecipazione della Svizzera alla KFOR)
02.087Rapporto del Consiglio federale sullo stato e sulle prospettive d'intervento civile destinato a sostituire progressivamente gli impieghi militari in Kosovo(conformemente all'art. 2 del decreto federale del 12 dicembre 2001 sulla partecipazione della Svizzera alla KFOR)del 29 novembre 2002Onorevoli presidenti e consiglieri,Vi sottoponiamo il rapporto sullo stato e sulle prospettive d'intervento civile desti-nato a sostituire progressivamente gli impieghi militari in Kosovo, proponendovi di prenderne atto.Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.29 novembre 2002 In nome del Consiglio federale svizzero:Il presidente della Confederazione, Kaspar Villiger La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-HotzCompendioL'articolo 2 del decreto federale del 12 dicembre 2001 sulla partecipazione della Svizzera alla Forza multinazionale per il mantenimento della pace in Kosovo (KFOR) stabilisce che il Consiglio federale deve riferire all'Assemblea federale «sullo stato e sulle prospettive d'intervento civile destinato a sostituire progressivamente gli impieghi militari».Il presente rapporto non ha lo scopo di giustificare l'impiego della SWISSCOY; il pertinente dibattito politico ha già avuto luogo in Parlamento in occasione della proroga dell'impiego della SWISSCOY fino alla fine del 2003 e la decisione del Parlamento al riguardo è inequivocabile. La proposta di presentare alla fine del 2002 un rapporto intermedio concernente l'impiego della SWISSCOY è opportuna. In occasione di impieghi per il promovimento della pace, è importante illustrare quali siano gli obiettivi concreti. Le missioni della SWISSCOY sono verificate costantemente e adattate sul posto all'evoluzione delle circostanze. È inoltre utile delineare le prospettive per lo sviluppo a breve e medio termine ed esaminare quali misure di ottimizzazione risultino dal coordinamento dei mezzi civili e militari.Finché la questione dello statuto rimane irrisolta, la fine della presenza militare internazionale in Kosovo non è prevedibile e la strategia della comunità internazionale per la risoluzione del conflitto dovrà fondarsi sulla presenza militare a lungo termine nei Balcani. Nella fase iniziale dell'UNIMIK (United Nations Interim Administration Mission in Kosovo), la SWISSCOY, a complemento della propria missione militare logistica e nell'ambito dell'aiuto umanitario d'urgenza, ha fornito assistenza tecnica e contribuito al ripristino della rete stradale grazie alle proprie capacità in materia di costruzione di ponti. In tale contesto essa si è rivelata un partner militare apprezzato e affidabile per gli attori principali dei programmi di cooperazione svizzeri in Kosovo, segnatamente per la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Divisione Aiuto umanitario e Corpo svizzero di aiuto umanitario (AU + CSA).Con il passaggio dell'impegno civile svizzero dal...