Messaggio concernente il proseguimento della cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est e della CSI

Riassunto


Messaggio concernente il proseguimento della cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est e della CSI

04.020

Messaggio

concernente il proseguimento della cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est e della CSI

del 31 marzo 2004

Onorevoli presidenti e consiglieri,

con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, un disegno di decreto federale concernente un credito quadro per il proseguimento della cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est e della CSI (credito quadro IV).

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

31 marzo 2004 In nome del Consiglio federale svizzero:

Il presidente della Confederazione, Joseph Deiss

La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

Compendio

In virtù dell'articolo 8 del decreto federale del 24 marzo 1995 concernente la cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est (RS 974.1), le Camere federali stanziano i mezzi necessari al finanziamento di questa cooperazione mediante crediti quadro pluriennali. Con il presente messaggio il Consiglio federale chiede al Parlamento di approvare un credito quadro (credito quadro IV) di 800 milioni di franchi (100 milioni dei quali sono riservati per le garanzie di credito) per la cooperazione tecnica e finanziaria con gli Stati dell'Europa dell'Est e della CSI. Il credito quadro III di complessivi 1,4 miliardi di franchi, stanziato dal Parlamento con il decreto federale dell'8 marzo 1999 e aumentato con il decreto federale del 13 giugno 2002, verosimilmente sarà completamente impegnato entro la fine del 2004. Il credito quadro IV durerà almeno quattro anni, estendendosi sul periodo che va dal 2005 al 2008. L'utilizzazione dei suoi fondi sarà oggetto di specifiche richieste nel quadro del preventivo annuo della Confederazione. La cooperazione è realizzata dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC, DFAE) e dal Segretariato di Stato dell'economia (Seco, DFE).

Come annunciato nell'ultimo messaggio concernente il credito quadro III del 14 novembre 2001 (FF 2002 1657), il Consiglio federale propone, parallelamente a questo progetto, di prorogare e di adeguare l'attuale base legale con un messaggio separato concernente una legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est.

Il presente messaggio propone nella prima parte un'analisi della situazione e un esame degli sviluppi politici, economici e sociali nell'Europa dell'Est. Nel contempo vengono illustrate le principali condizioni quadro per la cooperazione nella regione. Anche nell'ultimo periodo di credito la transizione nei Paesi dell'Est si è sviluppata in modo molto dinamico, ma assai diseguale.

Mentre i Paesi dell'Europa centrale e del Baltico hanno realizzato con successo le riforme strutturali che dal 1o maggio 2004 li porteranno a diventare membri a pieno titolo dell'Unione europea (UE), nei Balcani lo sviluppo è regredito e diversi Stati della regione, tra cui alcuni di recente costituzione, si trovano ancora all'inizio del loro processo di riforme. È indubbio che questa regione è diventata molto più stabile, tuttavia i difficili negoziati sul Kosovo e l'attentato al Primo ministro serbo nel marzo 2003 dimostrano la vulnerabilità di questi Stati e la fragilità del processo di transizione.

Nemmeno la CSI offre un quadro molto più omogeneo, anche perché gli Stati che ne fanno parte sono partiti da situazioni assai diverse tra loro: infatti, se la Russia l'anno scorso ha fatto segnare un tasso di crescita economica tra i più elevati del continente europeo, l'Asia centrale e il Caucaso sono sempre confrontati a una situazione di crescente impoverimento. Occorre quindi prevedere che in alcuni Paesi della CSI il processo di trasformazione richiederà vari decenni e si differenzierà da regione a regione.

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Benché il processo di transizione evolva in modo diverso in ogni Paese, è possibile individuare le principali sfide cui è confrontata la cooperazione con i Paesi dell'Est e che riguardano la regione nel suo insieme: garantire la stabilità, secondo una nozione di sicurezza intesa in senso lato che consideri tanto i problemi derivanti dalla migrazione - spesso legata ai conflitti o alla povertà - quanto i rischi ambientali, ma anche la criminalità organizzata, che ha approfittato del collasso delle strutture statali. La cooperazione con i Paesi dell'Est costituisce quindi un investimento a lungo termine per il futuro comune dell'Europa, in particolare per la sua sicurezza e il suo benessere. Altri temi trattati nella prima parte del messaggio riguardano la nuova povertà e la portata economica e culturale della transizione.

Il contributo al processo di trasformazione dell'Est europeo rientra nell'interesse stesso della Svizzera. Considerata la prossimità geografica dell'Europa dell'Est, il nostro Paese ha tutto l'interesse che la transizione proceda senza intoppi e in modo pacifico. La presenza sul nostro territorio di gruppi, spesso anche assai numerosi, provenienti dai Paesi dell'Europa sudorientale (...

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