Rapporto del Consiglio federale sulle società di sicurezza e le società militari private (in risposta al postulato Stähelin 04.3267 del 1° giugno 2004. «Società di sicurezza private»)

Riassunto


Rapporto del Consiglio federale sulle società di sicurezza e le società militari private (in risposta al postulato Stähelin 04.3267 del 1° giugno 2004. «Società di sicurezza private»)

Rapporto

del Consiglio federale sulle società di sicurezza e le società militari private

(in risposta al postulato Stähelin 04.3267 del 1° giugno 2004. «Società di sicurezza private»)

del 2 dicembre 2005

Onorevoli presidenti e consiglieri,

In risposta al del postulato Stähelin del 1° giugno 2004 intitolato «Società di sicurezza private», vi sottoponiamo, per informazione, il presente rapporto.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

2 dicembre 2005 In nome del Consiglio federale svizzero;

Il presidente della Confederazione, Samuel Schmid

La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

Compendio

Il presente rapporto trae origine dal postulato depositato il 1° giugno 2004 dal consigliere agli Stati Philipp Stähelin 04.3267 intitolato «Società di sicurezza private», che incarica il Consiglio federale di presentare una visione d'insieme dei suoi organi dirigenziali di politica della sicurezza per quanto concerne l'origine, l'interventi e i modi di procedere delle società di sicurezza private nell'ambito del monopolio tradizionale dell'uso della forza da parte dello Stato e di chiarire, in particolare, se il diritto svizzero e il diritto internazionale sono in grado di far fronte alle esigenze attuali. Il rapporto esamina altresì le questioni sollevate dalla mozione depositata il 16 dicembre 2004 dalla consigliera nazionale Ursula Wyss

04.3748 intitolata «Emanazione di norme vincolanti applicabili al ricorso della Svizzera a imprese militari e a compagnie di sicurezza private». Detta mozione incarica il Consiglio federale di emanare disposizioni vincolanti sul ricorso e l'impiego all'estero, su mandato della Svizzera, di imprese militari e di forze di sicurezza private, nonché sull'impiego di ex ufficiali e di alti funzionari in simili imprese. Infine il rapporto presenta le misure che la Svizzera intende prendere a livello internazionale. Tali misure tengono conto anche dell'obiettivo perseguito dalla mozione Wyss 04.3796 depositata il 17 dicembre 2004 «Regole internazionali applicabili alle imprese militari e alle imprese private». Questa mozione incarica il Consiglio federale di provvedere affinché la Svizzera si adoperi in ambito internazionale a favore dell'adozione di normative vincolanti che disciplinino le responsabilità delle imprese militari e delle forze di sicurezza private in materia di rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell'uomo.

Ricordiamo che il monopolio dell'uso della forza rappresenta una delle caratteristiche essenziali dello Stato moderno. La privatizzazione dei compiti legati alla sicurezza, se non può essere esclusa a priori, rimette in questione il fondamento stesso dello Stato, o perlomeno la sua legittimità. La si potrebbe quindi concepire soltanto nell'ambito di compiti marginali. Anche la delega di compiti statali a privati nell'ambito della sicurezza, nonostante non vada lontano quanto la privatizzazione, si scontra con limiti stretti, visto che i compiti delegati non si sottraggono completamente alla responsabilità statale. Da un'inchiesta effettuata presso l'Amministrazione federale emerge che, a livello federale, il numero di casi di compiti delegati a società di sicurezza private resta molto limitato. Il Consiglio federale è tuttavia disposto a esaminare l'opportunità di disciplinare in maniera generale i criteri che le società di sicurezza private devono soddisfare, affinché la Confederazione conferisca loro un mandato, e le questioni che devono essere disciplinate nei singoli accordi. Attualmente, tali questioni sono ampiamente lasciate al potere d'apprezzamento degli Stati mandatari.

Il rapporto esamina inoltre in quale misura il diritto cantonale sottomette le società di sicurezza a una sorveglianza statale. A questo proposito, il Consiglio federale invita i Cantoni ad armonizzare le loro legislazioni. Del resto si stanno facendo passi in tal senso, perché la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS) ha elaborato delle «disposizioni modello» in materia. Il rapporto

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offre anche un panoramica sulle disposizioni federali in vigore che possono essere applicate alle attività delle società di sicurezza private.

Esso considera tuttavia anche la situazione delle società di sicurezza private che potrebbero utilizzare la Svizzera come base per effettuare operazioni all'estero, in zone di guerra o di crisi. Il Consiglio federale è pronto a esaminare l'opportunità di assoggettare tali società all'obbligo di ottenere un'autorizzazione o una licenza.

Infine, il presente rapporto offre una visione d'insieme sul pertinente diritto internazionale. Accanto al divieto di impiegare la forza tra Stati e del dovere di non interferire, valgono soprattutto le norme del diritto umanitario e i diritti dell'uomo. In questo contesto, il problema principale è quello del rispetto di tali diritti da parte delle società di ...

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