Politica della Confederazione a favore delle piccole e medie imprese (PMI). Rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato Walker (02.3702) e rapporto di valutazione concernente la legge federale sulle società d'investimento in capitale di rischio

Riassunto


Politica della Confederazione a favore delle piccole e medie imprese (PMI). Rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato Walker (02.3702) e rapporto di valutazione concernente la legge federale sulle società d'investimento in capitale di rischio

Politica della Confederazione a favore delle piccole e medie imprese (PMI)

Rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato Walker

(02.3702) e rapporto di valutazione concernente la legge federale sulle società d'investimento in capitale di rischio

dell'8 giugno 2007

Compendio

Nel suo postulato 02.3702 intitolato « Promuovere il potenziale di crescita delle PMI », trasmesso dal Consiglio nazionale il 21 marzo 2003, il consigliere nazionale Felix Walker ha chiesto al Consiglio federale di presentare un rapporto nel quale siano esaminate in modo approfondito la problematica, e più specificamente alcuni temi:

- potenziale di crescita delle piccole e medie imprese (PMI), in particolare mediante l'autofinanziamento e l'innovazione,

- riduzione degli oneri amministrativi e rafforzamento delle misure introdotte nel 1999 (Forum PMI, test di compatibilità PMI e analisi dell'impatto della regolamentazione),

- accesso al mercato interno e ai mercati internazionali,

- lotta contro la stagnazione economica e l'imposizione fiscale delle imprese.

Il presente rapporto analizza le caratteristiche delle PMI in Svizzera e precisa la loro posizione nel contesto economico. Esso analizza le principali fasi della vita delle imprese: dalla creazione, al finanziamento, alla successione. Inoltre esamina importanti strumenti politici, e in particolare:

- sgravio amministrativo e attività di e-government a favore delle PMI,

- apertura dei mercati nazionali e internazionali,

- imposizione fiscale e costituzione di capitale proprio,

- sostegno al finanziamento, in particolare attraverso le cooperative di fideiussione delle arti e mestieri e il promovimento del capitale di rischio,

- promovimento dell'innovazione.

Il rapporto traccia poi un bilancio delle misure adottate negli ultimi anni nell'ambito della politica per le PMI. Infine, dopo aver analizzato le caratteristiche delle politiche attuate dagli altri Paesi industrializzati, definisce i contorni di quella svizzera dei prossimi anni.

Occorre anzitutto rilevare che, in Svizzera, solo poco più di 1000 delle 299 000 imprese di mercato non agricole, superano il limite di 250 persone utilizzato in Europa come criterio per delimitare le PMI. Queste grandi imprese rappresentano circa un terzo degli impieghi nel settore commerciale. D'altra parte, 261 000 microimprese - quelle che occupano meno di 10 persone - rappresentano poco più di un quarto dei posti di lavoro. Dall'analisi effettuata emerge che non esistono delle «PMI modello» ma più profili diversificati di imprese che hanno esigenze specifiche. La politica statale deve quindi adattarsi a queste esigenze particolari. Le PMI costituiscono sostanzialmente la parte preponderante delle imprese e degli impieghi, ragione per cui sono spesso definite la «spina dorsale» della nostra economia. Le PMI reagiscono diversamente dalle grandi imprese alle variazioni della congiuntura. In genere sono meno dinamiche, ma se l'economia versa in difficoltà fungono da elemento stabilizzatore. In termini di crescita i gruppi più dinamici sono costituiti

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dalle grandi imprese e dalle PMI attive nei settori tecnologici e orientate verso i mercati stranieri. Anche questi motori economici che catalizzano l'attenzione dei poteri pubblici e dei media, tuttavia, sono soggetti a rapidi e profondi mutamenti. Mentre la loro produttività ha registrato un forte incremento, nel corso degli ultimi decenni il tasso di occupazione assorbito da queste grandi imprese nell'economia svizzera ha subito una stagnazione.

La riduzione degli oneri amministrativi resta la priorità numero uno del Consiglio federale. Anche se la situazione è comunque migliore che nei Paesi limitrofi, l'onere amministrativo tende ad aumentare, in concomitanza con la continua creazione di nuove leggi e regolamentazioni imposte da un contesto economico e sociale sempre più complesso. Gli sforzi intrapresi sono estremamente importanti, non solo perché riguardano tutte le imprese, ma anche perché favoriscono soprattutto le imprese molto piccole, che devono far fronte a formalità burocratiche sproporzionate rispetto alle loro dimensioni. Il 2006 ha segnato una tappa importante: dopo aver pubblicato a inizio anno un rapporto che tracciava un bilancio della lotta contro gli oneri amministrativi, il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un messaggio che proponeva l'abrogazione di diverse leggi e ordinanze con l'obiettivo di ridurre del 20 per cento le autorizzazioni imposte dallo Stato alle imprese. Ha inoltre deciso di rafforzare le competenze del Forum PMI e ha istituito un organo di coordinamento per le questioni in materia all'interno dell'Amministrazione federale.

Lo sviluppo dell'e-government, o amministrazione digitale, è un altro mezzo per ridurre gli oneri amministrativi e per accrescere la produttività delle imprese e dell'Amministrazione. È stata pertanto creata una piattaforma Internet (http://www.pmi.admin.ch/) destinat...

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