Messaggio concernente la partecipazione detenuta dalla Confederazione nell'azienda Swisscom SA

Riassunto


Messaggio concernente la partecipazione detenuta dalla Confederazione nell'azienda Swisscom SA

06.025

Messaggio

concernente la partecipazione detenuta

dalla Confederazione nell'azienda Swisscom SA

del 5 aprile 2006

Onorevoli presidenti e consiglieri,

con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, un disegno di modifica della legge federale sull'organizzazione dell'azienda delle telecomunicazioni della Confederazione (legge sull'azienda delle telecomunicazioni, LATC).

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

5 aprile 2006 In nome del Consiglio federale svizzero:

Il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger

La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

Compendio

Con il presente progetto il Consiglio federale intende creare le condizioni legali per la cessione della partecipazione detenuta dalla Confederazione nell'azienda Swiss-com SA. Per il Consiglio federale, le principali ragioni di questa decisione sono riassumibili come segue: il mercato delle telecomunicazioni continua ad evolvere con notevole dinamismo. Tale circostanza è riconducibile, da una parte, allo sviluppo tecnologico, di cui è un esempio la telefonia via Internet, dall'altra all'acceleramento del processo di consolidamento nuovamente in atto in Europa. Per la Confederazione, che detiene una partecipazione in Swisscom pari a 16 miliardi, il dinamismo del mercato implica notevoli rischi finanziari, non più giustificabili nei riguardi dei contribuenti. Un calo del corso delle azioni di Swisscom del 10 per cento, ad esempio, provocherebbe alla Confederazione una perdita di 1,6 miliardi. Bisogna poi aggiungere che negli ultimi anni Swisscom ha intensificato i propri sforzi in vista di un'espansione all'estero, necessaria per mettersi tempestivamente al riparo dal prevedibile calo del fatturato delle attività in Svizzera. Per la Confederazione, azionista di maggioranza, questa strategia accresce però i rischi dell'investimento oltre il limite accettabile. Per Swisscom, la partecipazione della Confederazione implica restrizioni delle proprie potenzialità di crescita. Se dovesse rendere conto unicamente a investitori privati, l'azienda disporrebbe per contro di un margine d'azione molto più ampio. La cessione della partecipazione costituisce pertanto un vantaggio anche per Swisscom, consentendole di accrescere la sua capacità di stringere alleanze e offrendole opzioni che con un azionariato di maggioranza statale le rimarrebbero precluse. Il presente progetto non riduce pertanto solamente i rischi finanziari della Confederazione, ma contribuisce anche a tutelare importanti interessi economici della Svizzera.

Nei dibattiti sulla cessione della partecipazione di maggioranza della Confederazione a Swisscom emerge sovente il timore secondo cui la fornitura capillare dei servizi di telecomunicazione sia messa a repentaglio. Il Consiglio federale è però convinto che il servizio universale sia ampiamente garantito dalla vigente legislazione sulle telecomunicazioni e che anche in futuro possa essere adattato alle esigenze mutevoli e alle possibilità tecniche. Nel suo rapporto di attività del 2005 anche la Commissione federale delle comunicazioni (ComCom) giunge alla conclusione che, grazie a un accorto meccanismo previsto dalla legge sulle telecomunicazioni, il servizio universale sarà pure garantito qualora Swisscom venisse privatizzata. La ComCom può imporre la fornitura del servizio universale a uno o più concessionari e dispone di strumenti incisivi per sanzionare l'offerente inadempiente. È tuttavia da ritenere che non si giunga a tanto. Per un'azienda di rete che, sulla base della crescente convergenza di telefonia (fissa e mobile), Internet e televisione, deve effettuare investimenti elevati, è economicamente interessante servire direttamente il maggior numero possibile di collegamenti domestici. Per i concessionari con un'ampia offerta, l'assunzione del mandato di servizio universale è quindi una delle chiavi del successo commerciale. Per questa ragione, nell'area europea la privatizzazione di un'azienda di telecomunicazioni non ha mai comportato la soppressione del servizio universale. Grazie alle vigenti disposizioni della

3470

legge sulle telecomunicazioni anche gli interessi della politica di sicurezza continueranno a essere garantiti. In situazioni straordinarie, le prestazioni importanti sono assicurate contrattualmente; in caso di emergenza sarebbe addirittura possibile requisire impianti e obbligare il personale necessario a prestare servizio. Infine, con la cessione della partecipazione della Confederazione vengono eliminati i conflitti d'interesse cui la Confederazione stessa è esposta in qualità di legislatore, regolatore e azionista di maggioranza.

Al fine di realizzare il proprio concetto, il Consiglio federale sottopone alle Camere un disegno di legge snello. Con l'abrogazione dell'articolo 6 capoversi 1 e 2 della legge federale del 30 aprile 1997 sull'organizzazione dell'azienda delle telecomun...

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