Messaggio concernente un credito quadro per l'ambiente globale

Riassunto


Messaggio concernente un credito quadro per l'ambiente globale

06.082

Messaggio

concernente un credito quadro per l'ambiente globale

del 29 settembre 2006

Onorevoli presidenti e consiglieri,

con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, il disegno di un

decreto federale concernente un credito quadro per l'ambiente globale.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

29 settembre 2006 In nome del Consiglio federale svizzero:

Il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger

La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

Compendio

Con il presente messaggio, il Consiglio federale sottopone alle Camere federali un credito quadro di 109,77 milioni di franchi della durata di almeno quattro anni per il finanziamento di attività nell'ambito della politica ambientale internazionale. Questo credito quadro assicura la continuazione dell'impegno della Svizzera iniziato nel 1991 con 145 milioni di franchi del credito del giubileo per il 700esimo anniversario della Confederazione Svizzera (totale 700 mio fr.) e proseguito nel 1998 con un credito quadro di 88,5 milioni di franchi e nel 2003 con un credito quadro di 125 milioni di franchi (FF 1998 2871, FF 2003 6983). Il messaggio spiega perché e come questo impegno debba protrarsi per i prossimi anni. I fondi richiesti integrano le risorse della cooperazione svizzera allo sviluppo.

Il credito quadro proposto consentirà alla Svizzera di partecipare alla ricapitalizzazione del GEF (Global Environment Facility - Fondo globale per l'ambiente) e del Fondo multilaterale per l'ozono come pure di fondi specifici nell'ambito della Convenzione sul clima. La nuova ricapitalizzazione di questi fondi per l'ambiente risponde a una situazione ambientale globale in continuo peggioramento.

In un sistema ramificato come il sistema ambientale globale, con le sue molteplici convenzioni e protocolli, con strutture di gestione e competenze talvolta diverse l'una dall'altra, il rafforzamento della coerenza costituisce una priorità. Un ruolo eminente è svolto in tal senso anche dai meccanismi di applicazione e di finanziamento degli accordi ambientali e dei loro protocolli. È dunque estremamente importante che il loro assetto sia coerente ed efficace: la concentrazione su pochi strumenti di finanziamento ben funzionanti favorisce un simile risultato. Il GEF rappresenta attualmente lo strumento di finanziamento globale più rilevante per l'applicazione delle convenzioni e dei protocolli in ambito ambientale. Dalla sua istituzione nel 1991, il GEF ha finanziato con 6,2 miliardi di dollari di mezzi propri oltre 1800 progetti in 140 Paesi in sviluppo e in transizione e in sei settori prioritari: clima, biodiversità, acque internazionali, deterioramento dei suoli, inquinanti organici persistenti e - limitatamente ai Paesi in transizione - protezione dello strato di ozono. Con questi investimenti sono stati mobilitati oltre 20 miliardi di dollari supplementari in cofinanziamenti da diverse fonti. Il suo obiettivo consiste in effetti nell'ottenere un effetto catalizzatore mediante i progetti innovativi ed efficienti che finanzia, per mobilitare altre risorse e per promuovere il rispetto dell'ambiente in tutto il mondo.

Il Protocollo di Montreal del settembre 1987 concernente le sostanze che impoveriscono lo strato di ozono delinea la tabella di marcia verso la rinuncia alle sostanze che distruggono lo strato di ozono stratosferico d'importanza vitale. Esso impegna sia i Paesi industrializzati sia i Paesi in sviluppo. Per fare in modo che i Paesi in sviluppo rinuncino del tutto a queste sostanze e per sostenerli nei loro sforzi, il Fondo per l'ozono deve poter fruire delle risorse necessarie. Alla fine di aprile del

2006, aveva versato quasi 2 miliardi di dollari a 139 Paesi in sviluppo per la realizzazione di 5250 progetti. Essi avevano l'obiettivo di ridurre la produzione di sostanze che distruggono lo strato di ozono e il loro consumo in settori come la refrigerazione e l'aria condizionata, le materie plastiche espanse, gli agenti estintori e i solventi.

Il Consiglio federale, rilevata l'efficacia del GEF e del Fondo per l'ozono, che il messaggio tratta in dettaglio, è convinto che questi meccanismi di finanziamento debbano essere ricapitalizzati. Essi sostengono obiettivi che il Consiglio federale ha già presentato nei seguenti rapporti: rapporto del 1° ottobre 1990 relativo alla politica di sicurezza della Svizzera (FF 1990 III 684), rapporto del 15 novembre 2000 sulla politica estera: «Presenza e cooperazione: tutela degli interessi in un contesto di crescente integrazione internazionale della Svizzera negli anni Novanta» (FF 2001 201), rapporto del 7 marzo 1994 sulle relazioni Nord-Sud della Svizzera negli anni Novanta (Linee direttrici Nord-Sud; FF 1994 II 1099), «Obiettivi del Millennio per lo sviluppo - Rapporto intermedio della Svizzera 2005» del 25 maggio 2005 (Consiglio federale svizzero 2005) e rapporto del...

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