Messaggio concernente la modifica della legge sulla protezione dei marchi e una legge federale sulla protezione dello stemma della Svizzera e di altri segni pubblici (Progetto «Swissness»)

Riassunto


Messaggio concernente la modifica della legge sulla protezione dei marchi e una legge federale sulla protezione dello stemma della Svizzera e di altri segni pubblici (Progetto «Swissness»)

09.086

Messaggio

concernente la modifica della legge sulla protezione dei marchi e una legge federale sulla protezione dello stemma della Svizzera e di altri segni pubblici

(Progetto «Swissness»)

del 18 novembre 2009

Onorevoli presidenti e consiglieri,

con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, i disegni di modifica della legge sulla protezione dei marchi e di revisione totale della legge federale sulla protezione degli stemmi.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

18 novembre 2009 In nome del Consiglio federale svizzero:

Il presidente della Confederazione, Hans-Rudolf Merz

La cancelliera della Confederazione, Corina Casanova

Compendio

In considerazione della realtà economica e dell'uso odierno dell'indicazione di provenienza «Svizzera», il presente progetto si prefigge di creare le basi affinché il valore aggiunto costituito da tale indicazione nella pubblicità sia garantito a lungo termine. Tale obiettivo implica un miglioramento della protezione dell'indicazione di provenienza «Svizzera» e della croce svizzera sul piano nazionale e, in vista dell'applicazione del diritto, anche sul piano internazionale. Un uso credibile e applicabile nella prassi dell'indicazione di provenienza «Svizzera» è necessario per preservare il suo valore fondamentale e migliorare la lotta contro gli abusi.

Contesto

In un mondo sempre più globalizzato il valore economico dell'origine svizzera di un prodotto o servizio è di notevole importanza. Numerosi prodotti e servizi svizzeri godono di un'ottima reputazione nazionale e internazionale, poiché veicolano valori quali l'esclusività, la tradizione e la qualità. Tale reputazione, molto apprezzata dai consumatori, permette di situare i prodotti e i servizi associati alla Svizzera in una fascia di prezzi più elevata. Secondo varie ricerche recenti, per i prodotti tipicamente svizzeri, i prodotti agricoli naturali e certi beni di consumo destinati all'esportazione, il valore della «svizzerità» può raggiungere il 20 per cento del prezzo di vendita. Oltre ai settori economici tipicamente svizzeri, quali quelli degli orologi, del formaggio e della cioccolata, anche altri settori come l'industria metalmeccanica ne traggono profitto, seppur in misura inferiore al 20 per cento. Il valore aggiunto complessivo per tutti i settori ammonta a circa 5,8 miliardi di franchi1, il che corrisponde all'un per cento del prodotto interno lordo.

Oggi le imprese sono ben coscienti di tale valore. Sono sempre più numerose quelle che in relazione ai loro prodotti o servizi usano non soltanto indicazioni quali «Svizzera», «qualità svizzera», «made in Switzerland», ma anche la croce svizzera. I vantaggi e il successo dell'uso pubblicitario della «svizzerità» hanno attirato l'attenzione, ma anche le bramosie di certe imprese. In seguito al crescente successo della «svizzerità», sono aumentate anche le utilizzazioni abusive, sia sul piano nazionale che su quello internazionale. Questi abusi sempre più frequenti nocciono alla reputazione della «svizzerità» poiché deludono le attese giustificate dei consumatori. Le ripercussioni negative di questi abusi hanno condotto a lamentele da parte delle cerchie economiche svizzere, a una maggiore sensibilizzazione dell'opinione pubblica e a diversi interventi parlamentari.

Di fronte a quest'evoluzione e alla luce di un esame approfondito del diritto in vigore, svolta dal Consiglio federale nel 2006, la regolamentazione attuale è lacunosa e non tiene sufficientemente conto della realtà economica. Essa indica solo in modo generale le condizioni che regolano l'uso di un'indicazione di provenienza («Ginevra», «Zurigo», ecc.), e quindi anche della designazione «Svizzera», sui prodotti. Sinora solo il tribunale commerciale di San Gallo ha sviluppato criteri più

1 Cifra basata sull'attuale volume delle esportazioni della Svizzera.

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precisi. L'assenza di criteri applicabili a tutti i prodotti è sinonimo di poca trasparenza e d'incertezza giuridica per le imprese coinvolte. Anche la situazione attuale relativa all'uso della croce svizzera è insoddisfacente: mentre è di principio vietato apporre la croce svizzera sui prodotti, il suo uso è permesso per i servizi. Tale diversità di trattamento, d'altronde non rispettata nella prassi, non è giustificata in considerazione del fatto che la croce svizzera è, dal punto di vista pubblicitario, l'indicazione di provenienza svizzera più prestigiosa.

Attualmente gli abusi relativi all'uso della designazione «Svizzera» e della croce svizzera non sono combattuti con la necessaria fermezza né in Svizzera né all'estero ed è pertanto necessario migliorarne la protezione. A livello nazionale gli usi abusivi vengono raramente perseguiti p...

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