Messaggio relativo al Protocollo di Kyoto della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

Riassunto


Messaggio relativo al Protocollo di Kyoto della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

02.059

Messaggio

relativo al Protocollo di Kyoto

della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

del 21 agosto 2002

Onorevoli presidenti e consiglieri,

Con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, il decreto federale concernente la ratifica del Protocollo di Kyoto dell'11 dicembre 1997.

Contemporaneamente chiediamo che vengano stralciati i seguenti interventi parlamentari:

1998 P 98.3277 La responsabilità dei Paesi nella violazione del Protocollo di Kyoto (CN 23.06.98, Vallender)

1998 P 98.3310 Strumenti propri all'economia di mercato per la protezione globale del clima (Protocollo di Kyoto) (CS 25.96.98, Plattner)

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

21 agosto 2002 In nome del Consiglio federale svizzero:

Il presidente della Confederazione, Kaspar Villiger

La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

Compendio

L'estrazione e l'utilizzo delle energie fossili, i trasporti, le industrie, le economie domestiche e le attività agricole, nonché la gestione dei rifiuti liberano nell'atmosfera dei gas a effetto serra che portano ad un riscaldamento climatico a livello mondiale. Esistono attualmente prove significative dell'influenza esercitata dalle attività antropiche sul clima globale. L'insieme delle osservazioni registrate e delle simulazioni conferma l'ipotesi secondo cui gran parte del riscaldamento osservato nel corso degli ultimi 50 anni sia stato causato dalle attività umane.

Se queste emissioni non verranno contenute, le conseguenze a lungo termine si ripercuoteranno, tra l'altro, sull'approvvigionamento idrico e sulla produzione alimentare, in particolar modo nelle regioni vulnerabili, e si manifesteranno con la comparsa sempre più frequente di fenomeni meteorologici estremi quali ondate di calore, siccità, inondazioni, nonché tempeste che andranno via via intensificandosi. In Europa, i cambiamenti climatici potrebbero avere delle conseguenze potenziali negative sulla salute umana.

Situata in un ecosistema montuoso complesso e vulnerabile, la Svizzera risentirà direttamente delle conseguenze dei cambiamenti climatici risultanti dalla diminuzione del manto nevoso, dal ritiro dei ghiacciai e dall'assottigliamento del perma-frost alpino, nonché dalla frequenza di precipitazioni abbondanti. Alcune zone abitative montane saranno maggiormente minacciate da cadute di sassi, colate di detriti e da scoscendimenti. Tali cambiamenti climatici avranno inoltre ripercussioni in numerosi settori economici e sociali. I possibili cambiamenti del regime pluviometrico e del bilancio idrologico potrebbero richiedere modifiche alle centrali idroelettriche nonché al sistema di approvvigionamento idrico. Persino il turismo invernale sarà duramente colpito. Infatti, le stazioni sciistiche che si trovano al di sotto del limite dei 1200-1600 metri di altitudine incontreranno a lungo termine grosse difficoltà dovute alla mancanza di neve. A seconda dell'importanza del riscaldamento del pianeta, anche le stazioni sciistiche situate ben più in alto potrebbero farne le spese. L'agricoltura e la selvicoltura potrebbero anch'esse andare incontro a adattamenti in seguito ai cambiamenti climatici, in quanto il rischio di danni dovuti segnatamente a periodi di siccità o alle tempeste potrebbe aumentare.

Per affrontare questo problema mondiale, gli Stati hanno adottato la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (CCNUCC, in seguito denominata «Convenzione sui cambiamenti climatici») durante il «Vertice della Terra», svoltosi a Rio de Janeiro nel 1992; in seguito, nel 1997, in occasione della terza sessione della Conferenza delle Parti della Convenzione sui cambiamenti climatici, è stato approvato il Protocollo di Kyoto. La Svizzera ha ratificato la Convenzione nel 1993 e ha firmato il Protocollo di Kyoto nel 1998. Fino a maggio del 2002, il Protocollo era stato ratificato da 54 Paesi.

Il Protocollo di Kyoto impegna i Paesi industrializzati a ridurre le emissioni di sei gas a effetto serra: il biossido di carbonio (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O), gli idrocarburi fluorati (HFC), gli idrocarburi perfluorati (PFC) e l'esafluoruro di zolfo (SF6). Le emissioni relative al settore del trasporto aereo e

marittimo internazionale sono escluse dal Protocollo. Per il periodo di adempimento 2008-2012, la Svizzera dovrà ridurre le sue emissioni dell'8 per cento rispetto alle emissioni del 1990. L'Unione europea mira a ridurre le sue emissioni dell'8 per cento

Per gli impegni assegnati ai Paesi industrializzati la quantità di CO2 assorbito da superfici rimboscate in maniera mirata a partire dal 1990 va dedotta dalle emissioni totali e il biossido di carbonio emesso dal dissodamento di terreni deve essere addizionato alle emissioni (art. 3.3); il Protocollo di Kyoto contempla altre attività inerenti all...

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