Valutazione dell'inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP). Rapporto dell'Organo parlamentare di controllo dell'amministrazione all'intenzione della Commissione della gestione del Consiglio nazionale

Riassunto


Valutazione dell'inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP). Rapporto dell'Organo parlamentare di controllo dell'amministrazione all'intenzione della Commissione della gestione del Consiglio nazionale

Allegato

Valutazione dell'inventario federale dei paesaggi,

siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP)

Rapporto dell'Organo parlamentare di controllo dell'amministrazione all'intenzione della Commissione della gestione del Consiglio nazionale

del 14 maggio 2003

Sintesi

L'inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP), entrato in vigore nel 1977, è un elemento chiave della protezione svizzera della natura e del paesaggio. Il suo scopo principale è di conservare intatti o di salvaguardare per quanto possibile i 162 oggetti inventariati. L'IFP, tuttavia, non è finalizzato a vietare qualsiasi intervento. È infatti possibile coniugare armoniosamente lo sviluppo delle zone protette con gli obiettivi specifici di protezione dei singoli oggetti.

Controllo dell'efficienza

Dal bilancio dell'efficienza dell'IFP (punto 1), risulta che finora non si è potuto raggiungere pienamente lo scopo principale dell'IFP ai sensi dell'articolo 6 LPN, per cui, sotto il profilo dell'efficienza, l'apprezzamento varia secondo l'oggetto e il tipo di intervento. Nell'insieme, si rileva che tra il 1979/85 e il 1992/97 la crescita percentuale delle superfici di insediamento all'interno degli oggetti dell'IFP è più o meno pari a quella registrata all'esterno. Una forte crescita delle superfici di insediamento si registra, in parte, anche in quegli oggetti dove le strutture tradizionali di insediamento figurano esplicitamente tra gli obiettivi di protezione dell'IFP.

La casistica della ditta Hintermann & Weber su 40 oggetti dell'IFP dimostra che negli anni Ottanta l'obiettivo di protezione secondo l'articolo 6 LPN non era stato raggiunto nei 3/4 dei casi in esame. Le qualità paesaggistiche determinanti ai fini dell'iscrizione nell'inventario federale sono anzi state, talvolta, fortemente compromesse; in singoli casi gli autori constatano invece una rivalutazione dell'oggetto. Un parziale aggiornamento di questa casistica permette di seguire negli anni Novanta l'evoluzione delle tendenze risultate problematiche in base al primo rilevamento. In questo periodo, l'obiettivo di protezione secondo l'articolo 6 LPN non è stato raggiunto in appena i 2/3 dei casi, in funzione dei tipi di interventi osservati. In alcuni interventi, tuttavia, la tendenza al deterioramento è meno marcata rispetto al primo rilevamento e si evidenziano anche singoli casi di rivalutazione. Le modifiche del paesaggio dovute a costruzioni al di fuori degli insediamenti chiusi, il deterioramento diffuso come pure il regresso della frutticoltura sono apparsi assai problematici anche negli anni Novanta e non si rileva alcun mutamento della tendenza rispetto alla decade precedente. Il confronto con zone di riferimento indica che, nel caso di oggetti che hanno subito danni nel corso degli anni Novanta, lo sviluppo del paesaggio non diverge in maniera probante dall'evoluzione del paesaggio ordinario.

Analisi del programma dell'IFP

Sotto il profilo concettuale, il presente studio constata una contraddizione tra gli ambiziosi obiettivi di protezione dell'IFP e la modestia dello strumentario per concretizzarli (punto 2).

La più grave incongruenza del programma dell'IFP sta nel fatto che, pur sullo sfondo di una ripartizione federalistica delle competenze (articolo 78 Cost.), si

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evince scarsa chiarezza in materia dell'obbligatorietà nell'adempimento dei compiti cantonali e comunali, e ciò benché la maggior parte degli interventi si verifichi, per l'appunto, a questo livello. Di conseguenza le autorità locali considerano l'IFP una misura imposta da Berna, senza alcun coordinamento. L'accettazione dell'inventario da parte di Cantoni, Comuni e proprietari ne risente.

Non meno grave è la questione della scarsa chiarezza degli obiettivi di conservazione dei singoli oggetti dell'IFP. Le autorità di esecuzione si trovano a dover affrontare da sole il costoso e difficile compito di concretizzare tali obiettivi.

La decisione circa l'ammissibilità di un intervento è presa di caso in caso ed è difficile, perché gli interessi in gioco non di rado sono vari e contraddittori. Nonostante l'assistenza fornita dagli uffici specializzati (UFAFP, CFNP, servizi canto-nali), questa delicata ponderazione degli interessi incombe all'autorità di approvazione.

Determinati piccoli interventi sono ammissibili senza che sia necessario un interesse nazionale preponderante; basta che l'interesse dell'intervento sia considerato superiore a quello della protezione. Ciò però comporta il rischio che la somma di tanti piccoli interventi in un oggetto dell'IFP arrechi, in fin dei conti, un danno all'oggetto stesso.

L'integrazione dell'IFP nelle politiche settoriali di incidenza territoriale della Confederazione non è ottimale. Solo di rado le basi giuridiche rinviano all'IFP e fanno difetto gli incentivi finanziari volti a orientare l'utilizzazione del suolo negli ogg...

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