Inchiesta sulle decisioni del Consiglio federale del 23 novembre 2005 concernenti l'azienda Swisscom SA. Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale
Foglio Federale numero 24, 20 Giugno 2006 › Seccion Unica
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Inchiesta sulle decisioni del Consiglio federale del 23 novembre 2005 concernenti l'azienda Swisscom SA. Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale
Inchiesta sulle decisioni del Consiglio federale del 23 novembre 2005 concernenti l'azienda Swisscom SA Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale del 28 marzo 2006 Compendio Nella seduta di riflessione del 23 novembre 2005, il Consiglio federale ha deciso di procedere immediatamente alla revisione della legge sull'azienda delle telecomunicazioni per creare le basi legali per la cessione integrale della partecipazione detenuta dalla Confederazione in Swisscom. Contemporaneamente, ha imposto a Swisscom di rinunciare a investire in imprese di telecomunicazione estere e di impiegare i fondi propri disponibili per un riacquisto di azioni o per la distribuzione di dividendi al fine di raggiungere il rapporto 60:40 fra capitale proprio e capitale di terzi. Gli avvenimenti in relazione con queste decisioni hanno suscitato nell'opinione pubblica l'impressione di un comportamento caotico riconducibile soprattutto a problemi di comunicazione. L'inchiesta della Commissione della gestione del Consiglio nazionale mostra tuttavia che i problemi sono ben più profondi e superano di gran lunga l'ambito della comunicazione. Il Consiglio federale ha preso una decisione immediata sugli investimenti di Swiss-com all'estero. La Commissione della gestione non capisce i motivi di questa precipitazione. La decisione stessa, in verità, è stata poco chiara e talmente drastica da indurre il Consiglio federale a relativizzarla il 2 e il 21 dicembre 2005. Altrettanto poco chiara e inapplicabile è stata l'istruzione a Swisscom di raggiungere un rap-porto 60:40 fra capitale proprio e capitale di terzi mediante una distribuzione dei fondi propri disponibili. La seduta di riflessione era stata preparata solo per quanto riguarda la questione della cessione della partecipazione maggioritaria detenuta dalla Confederazione in Swisscom. Il Consiglio federale ha preso le decisioni relative agli investimenti all'estero e alla distribuzione dei fondi propri disponibili senza preparazione specifica e senza basi decisionali sufficienti. All'origine delle due decisioni e della minaccia di un'azione di responsabilità, un corapporto estremamente breve del capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). L'inchiesta della Commissione della gestione mostra che, con la decisione sugli investimenti all'estero di Swisscom, il Consiglio federale non ha rispettato le condizioni quadro e le procedure da lui stesso definite e ha ignorato gli obiettivi strategici assegnati a Swisscom per gli anni 2002-2005. Sia la decisione assoluta, cioè l'istruzione di rinunciare in generale a operare investimenti in imprese di telecomunicazione estere, sia la forma in cui si è concretizzata, cioè la rinuncia ad assumere partecipazioni in imprese di telecomunicazione estere con mandato di servizio universale sono contrarie alle aspettative e agli obiettivi di Swisscom fissati dal Consiglio federale. Inoltre, il voltafaccia strategico non era conforme alla legge sull'azienda delle telecomunicazioni. Per quanto riguarda l'istruzione impartita a Swisscom di rinunciare ad assumere una partecipazione in Eircom, il Consiglio federale ha ignorato il processo di controlling in atto volto alla verifica della conformità della partecipazione agli obiettivi strategici. Il Consiglio federale ha dunque valutato i rischi di questa partecipazione senza un esame approfondito e senza le basi legali necessarie. 4740 Rispetto al processo di controllo esercitato fino a quel momento dal proprietario su Swisscom, si può rimproverare al Consiglio federale di aver preso una decisione improvvisa e di aver interferito nella sfera di competenza del Consiglio d'amministrazione di Swisscom; ha agito senza rispettare la delimitazione delle competenze, pubblicamente sostenuta a più riprese, che fa una netta distinzione tra le decisioni di natura politica e le decisioni di natura gestionale e precisa che le acquisizioni di partecipazioni sono di competenza esclusiva del Consiglio d'amministrazione di Swisscom. Date queste premesse, il 23 novembre 2005, il Consiglio federale ha preso una decisione a livello di gestione imprenditoriale che non gli spettava. Un'ulteriore contraddizione risiede nel fatto che prima della sua decisione del novembre 2005 il Consiglio federale ha sempre sostenuto la strategia in materia di investimenti all'estero di Swisscom. Un certo scetticismo sulla partecipazione di Swisscom in ex imprese di monopolio estere, manifestato apparentemente in alcune discussioni a livello informale dopo l'estate 2004, cioè dopo il tentativo di acquisto di Telekom Austria, non figura in alcun documento o dichiarazione ufficiale neanche dopo il tentativo di acquisizione di Cesky Telecom nella primavera 2005. In base al normale processo di controlling, i capi del Dipartimento federale delle finanze (DFF) e del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e della comunicazione (DATEC) hanno considerato...
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