Rapporto sulla politica estera 2000 . Presenza e cooperazione: tutela degli interessi in un contesto di crescente integrazione internazionale

Riassunto


Rapporto sulla politica estera 2000 . Presenza e cooperazione: tutela degli interessi in un contesto di crescente integrazione internazionale

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Rapporto sulla politica estera 2000

Presenza e cooperazione: tutela degli interessi

in un contesto di crescente integrazione internazionale

del 15 novembre 2000

Onorevoli presidenti e consiglieri,

Vi sottoponiamo, per conoscenza, il rapporto sulla politica estera 2000.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

15 novembre 2000 In nome del Consiglio federale svizzero:

Il presidente della Confederazione, Adolf Ogi

La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

Preambolo

Gli sviluppi internazionali del decennio appena trascorso e le loro ripercussioni sulla Svizzera offrono lo spunto per un bilancio della politica estera degli anni Novanta e per definire alcune priorità per il futuro. Con il presente rapporto, il Consiglio federale si attiene agli obiettivi generali definiti nel suo rapporto sulla politica estera del 1993 e approvati dal popolo e dai Cantoni il 18 aprile 1999 con l'adozione della nuova Costituzione federale. Esso intende però approfondire e adeguare, per quanto attiene agli obiettivi e all'impiego dei mezzi, alcuni settori d'attività della politica estera.

Molte delle tendenze internazionali che si delineavano all'inizio degli anni Novanta si sono confermate e rafforzate negli ultimi anni. Dopo la fine della Guerra fredda la struttura politica internazionale è divenuta meno facilmente leggibile. Il ruolo degli Stati Uniti quale unica grande potenza in grado di intervenire a livello globale ha assunto un'importanza centrale e costituisce un motivo per cui l'Unione europea si impegna per rafforzare il proprio profilo in materia di politica estera e di sicurezza. Nel prossimo decennio nuovi attori della scena internazionale influenzeranno sempre più gli eventi della politica mondiale. Oggi non è tuttavia possibile definire quali forme e strutture assumerà questo mondo multipolare.

La globalizzazione delle nostre condizioni di vita progredirà ulteriormente. Presupporre però che questo processo condurrà automaticamente a un crescente avvicinamento dei popoli e delle nazioni potrebbe rivelarsi illusorio. La globalizzazione tende piuttosto a evidenziare la diversità culturale, sociale ed economica del mondo e a rendere più palese il divario fra i popoli e le regioni. Non mancheranno le tensioni. Pertanto, occorrerà intensificare gli sforzi della cooperazione internazionale allo sviluppo e rafforzare la comprensione interculturale.

I nuovi sviluppi sembrano ridurre sempre più il margine d'azione degli Stati. La globalizzazione delle attività economiche, l'informatica e la comunicazione, l'evoluzione della scienza nel settore della biologia e l'influenza dei media fanno parte di questo scenario, senza dimenticare l'importanza crescente del crimine organizzato internazionale.

Non tutte queste evoluzioni richiedono l'intervento dello Stato; tuttavia, per alcune sono indispensabili una collaborazione internazionale e condizioni quadro più efficaci.

La globalizzazione dei settori d'attività richiede il mantenimento e l'estensione di un sistema internazionale capace di agire con efficacia. Le Nazioni Unite sono l'unico quadro istituzionale in seno al quale è possibile dibattere e risolvere problemi globali con il coinvolgimento di tutti gli Stati. La crescente esigenza di costituire comunità di Stati a livello regionale dev'essere vista nella stessa ottica. Secondo la maggior parte degli Stati europei, l'Unione europea costituisce la base d'azione appropriata per permettere all'Europa di affrontare con efficacia gli sviluppi appena descritti.

Le minacce e le opportunità internazionali non si fermano alle porte della Svizzera. Il nostro Paese ha la forza e la vitalità per reagire autonomamente a molte sfide di natura economica, sociale e politica. Tuttavia, per risolvere efficacemente e in modo durevole i grandi problemi della nostra epoca, la Svizzera dipende dalla cooperazione con altri Stati, innanzitutto con i vicini e partner europei. Presunzione e isolamento possono mettere in pericolo importanti interessi del nostro Paese. La forte dipendenza economica dall'estero rende la Svizzera vulnerabile; per questo motivo occorre sempre chiedersi quale prezzo comporta la sua assenza da importanti istituzioni, in particolare dall'Unione europea.

La politica estera è una politica di interessi. Tuttavia, la tutela degli interessi nazionali non può essere l'unica regola che guida l'azione in politica estera. Visti i problemi globali quali la povertà, l'aumento dei conflitti all'interno degli Stati, la distruzione dell'ambiente e le migrazioni, la politica estera deve esprimere anche la responsabilità che la Svizzera assume come parte della comunità internazionale. Anche una politica di interessi deve seguire principi etici. Fra la tutela degli interessi e i principi etici possono nascere tensioni, in particolare quando si tratta di conciliare gli interessi economici con l'obiettivo di contribuire a realizzare un mondo più giusto e pacif...

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