Rapporto sulla politica economica esterna 2006 e Messaggi concernenti accordi economici internazionali

Riassunto


Rapporto sulla politica economica esterna 2006 e Messaggi concernenti accordi economici internazionali

06.098

Rapporto

sulla politica economica esterna 2006

e

Messaggi concernenti accordi economici internazionali

del 10 gennaio 2007

Onorevoli presidenti e consiglieri,

visto l'articolo 10 della legge federale del 25 giugno 1982 sulle misure economiche esterne (RS 946.201; «la legge») vi sottoponiamo il presente rapporto e i suoi allegati (n. 8.1.1 e 8.1.2).

Vi proponiamo di prenderne atto (art. 10 cpv. 1 della legge). Nel contempo, fondandoci sull'articolo 10 capoversi 2-3 della legge, vi sottoponiamo due messaggi concernenti accordi economici internazionali.

Vi proponiamo di adottare i decreti federali relativi all'Accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e gli Stati della SACU e all'Accordo agricolo tra la Svizzera e gli Stati della SACU (n. 8.2.1 e allegati) nonché l'Accordo internazionale del 2006 sui legni tropicali (n. 8.2.2 e allegato).

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

10 gennaio 2007 In nome del Consiglio federale svizzero:

La presidente della Confederazione, Micheline Calmy-Rey

La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

Compendio

Per quanto attiene alla politica economica esterna il 2006 è stato caratterizzato da tre eventi: le incertezze nell'OMC, l'accettazione della legge sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est in occasione della votazione popolare del 26 novembre e l'apertura della procedura di consultazione concernente la revisione della legge sugli ostacoli tecnici al commercio, che vuole introdurre in Svizzera il principio Cassis de Dijon applicato nell'UE.

Attuazione della strategia di politica economica esterna della Svizzera

Il Consiglio federale ha illustrato l'orientamento strategico della Svizzera nel suo rapporto 2004 sulla politica economica esterna. L'attuazione di tale strategia ha posto l'accento nel 2006 sui negoziati nell'OMC, la conclusione di nuovi accordi di libero scambio e l'elaborazione di strategie per Paesi.

OMC e Ciclo di Doha

Indipendentemente dall'esito del Ciclo di Doha, l'attuale dispositivo dell'OMC ha un'importanza capitale per la Svizzera (cfr. n. 3.2). Considerato che non esistono (ancora) accordi di libero scambio con la maggior parte dei nostri partner commerciali, l'OMC costituisce la base delle nostre relazioni commerciali con questi ultimi. Questo concerne anche partner importanti come gli Stati Uniti, il Giappone, il Brasile, la Cina e l'India e vale per le relazioni tra l'UE e gli Stati Uniti o il Giappone. Oltre all'accordo di libero scambio attuale, l'OMC offre alle relazioni bilaterali tra la Svizzera e l'UE una certa protezione contro le restrizioni al commercio. Per tale ragione le conquiste del sistema dell'OMC non vanno rimesse in gioco dagli insuccessi dei negoziati. È invece assai importante rafforzare il sistema commerciale mondiale e impegnarsi a favore della conclusione dei negoziati di Doha. La Svizzera è pronta a contribuirvi in modo considerevole. Il Ciclo potrà tuttavia concludersi soltanto se anche i nostri partner commerciali saranno disposti a ope-rare concessioni.

Accordi di libero scambio

Conformemente alla sua strategia in materia di politica economica esterna la Svizzera, concludendo accordi di libero scambio, si prefigge di assicurare alle proprie imprese un accesso a determinati mercati esteri equivalente a quello di cui godono i principali concorrenti esteri (in particolare quelli dell'UE, degli Stati Uniti e del Giappone; cfr. n. 3.3). Gli svantaggi sui mercati esteri che risultano da accordi preferenziali conclusi dai nostri partner commerciali con altri Paesi concorrenti possono essere evitati o eliminati soltanto se la Svizzera conclude anch'essa in tempo utile accordi preferenziali con detti partner.

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Quando negozia un accordo di libero scambio, la Svizzera tende a prevedere un campo di applicazione quanto più ampio possibile, includendo la circolazione delle merci, la concorrenza, la protezione della proprietà intellettuale, gli investimenti, il commercio di servizi e gli appalti pubblici. Gli accordi di libero scambio migliorano la certezza del diritto e la stabilità delle condizioni quadro delle nostre relazioni economiche esterne con i Paesi partner interessati. Non servono soltanto a evitare gli svantaggi ma contribuiscono altresì a diversificare e dinamizzare le nostre relazioni economiche esterne. Questo concerne innanzitutto i Paesi che, in ragione della dimensione del loro mercato, lasciano intravedere sbocchi commerciali particolarmente interessanti.

Gli accordi di libero scambio non possono sostituirsi al sistema commerciale multilaterale dell'OMC, che deve dunque proseguire il suo sviluppo. L'aumento, su scala internazionale, del numero di accordi preferenziali ha come effetto inevitabile di relativizzare le regole commerciali mondiali. Comporta il rischio di frammentare l'ordine commerciale internazionale: regole di origine complesse e restrittive possono rafforzare ...

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