Messaggio sulla continuazione della cooperazione con gli Stati dell'Europa orientale e della CSI
Foglio Federale numero 5, 30 Gennaio 2007 › Seccion Unica
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Messaggio sulla continuazione della cooperazione con gli Stati dell'Europa orientale e della CSI
06.099 Messaggio sulla continuazione della cooperazione con gli Stati dell'Europa orientale e della CSI del 15 dicembre 2006 Onorevoli presidenti e consiglieri, con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, il disegno di decreto federale sul credito quadro per la continuazione della cooperazione con gli Stati dell'Europa orientale e della CSI (IV credito quadro). Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione. 15 dicembre 2006 In nome del Consiglio federale svizzero: Il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz Compendio Il 24 marzo 2006 il Parlamento ha rinnovato la base legale che garantisce il prose-guimento della cooperazione con l'Europa orientale e con la Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). La nuova legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est1 sostituisce il decreto federale di obbligatorietà generale del 19952 (in vigore fino al 2008) e proroga di dieci anni la base legale per la cooperazione con l'Est. In base all'articolo 10 della legge federale, le Camere approvano i mezzi necessari alla cooperazione con l'Est sotto forma di crediti quadro pluriennali. Con il presente messaggio il Consiglio federale propone al Parlamento il IV credito quadro di 650 milioni di franchi per la prosecuzione del sostegno alla transizione nel quadro della cooperazione con l'Est per il periodo dal 2007 al 2010. Gli obiettivi principali della cooperazione con l'Est restano il sostegno alla transizione a sistemi pluralistici democratici e il consolidamento di uno sviluppo economico conforme ai principi dell'economia di mercato, sociali e ecologici. Sostenendo uno sviluppo duraturo e pacifico nell'Europa dell'Est, la Svizzera contribuisce in maniera significativa alla stabilità e alla sicurezza nei Paesi europei limitrofi. Se si tiene conto dell'impegno internazionale e della spartizione degli oneri a livello europeo, questo impegno corrisponde al principio del «partenariato solidale», un principio esposto esplicitamente nella legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est3. Questa cooperazione corrisponde anche alla moderna percezione della tutela degli interessi nella politica estera grazie ad una maggiore collaborazione ed integrazione internazionali. Il contributo alla trasformazione dell'Europa orientale rientra dunque negli interessi nazionali: la vicinanza geografica rende particolarmente ovvio l'interesse del nostro Paese a processi di transizione con esito positivo e pacifici. La presenza in Svizzera di gruppi a volte molto numerosi di immigrati dall'Europa dell'Est, ma anche il movimento migratorio in generale, e gli interessi economici in questo mercato con opportunità di crescita, sono motivi importanti per la prosecuzione dell'impegno svizzero. Anche il mantenimento dell'importanza del gruppo di voto presieduto dalla Svizzera in seno alla Banca mondiale, al Fondo monetario internazionale (FMI) e alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) cui appartengono numerosi Paesi partner dell'Europa dell'Est. Il 1° maggio 2004 otto Paesi dell'Europa dell'Est hanno aderito all'Unione europea (UE) insieme a Malta e Cipro. Questo passo storico rappresenta il superamento definitivo della pluriennale scissione dell'Europa. Per i Paesi che si sono lasciati alle spalle il regime comunista, l'adesione all'UE rappresenta la fine di una lunga e difficile ristrutturazione della società e dei processi di transizione politici, economici e sociali. Fino alla metà degli anni Novanta, i membri comunitari dell'Europa centrale e quelli baltici sono stati i primi Paesi partner della cooperazione svizzera 1 FF 2006 3273 2 RS 974.1 3 FF 2006 3273 (art. 3) 522 con l'Est e dimostrano il successo delle riforme. Il 12 maggio 2004 il Consiglio federale ha deciso che la Svizzera parteciperà alle spese dell'allargamento dell'UE con un miliardo di franchi. Questo contributo alla riduzione delle disparità economiche e sociali nell'Unione europea allargata verrà proposto in un messaggio a parte al fine di mantenere chiaramente separato il tradizionale sostegno alla transizione proposto con il presente messaggio nell'ambito della cooperazione con l'Est dal nuovo «contributo all'allargamento». L'apertura di due crediti quadro distinti è dovuta alle differenze tra i due progetti, cioè la durata dell'applicazione, gli obiettivi e i mandati di attuazione: mentre la cooperazione con i Paesi dell'Est vuole prima di tutto favorire la transizione alla democrazia ed all'economia sociale di mercato, il contributo alla coesione serve a superare le disparità regionali nell'UE allargata. La decisione del Consiglio federale di finanziare il contributo all'allargamento senza ricorrere al budget della Confederazione, cioè con compensazioni parallele nella cooperazione con i Paesi dell'Est, ha suscitato un ampio dibattito polit...
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