Esame dei contatti del Servizio informazioni svizzero con il Sudafrica ai tempi dell'apartheid. Rapporto della Delegazione delle Commissioni della gestione delle Camere federali (DCG)

Riassunto


Esame dei contatti del Servizio informazioni svizzero con il Sudafrica ai tempi dell'apartheid. Rapporto della Delegazione delle Commissioni della gestione delle Camere federali (DCG)

Esame dei contatti del Servizio informazioni svizzero con il Sudafrica ai tempi dell'apartheid

Rapporto della Delegazione delle Commissioni della gestione delle Camere federali (DCG)

del 18 agosto 2003

L'essenziale in breve

A intervalli regolari le relazioni tra il Servizio informazioni svizzero e il regime sudafricano dell'apartheid sono oggetto di polemiche sia nei media che nell'opinione pubblica. In particolare, si rimprovera a talune persone e servizi del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) di aver collaborato con l'esercito sudafricano e di aver contribuito allo sviluppo del suo programma biologico e chimico (il cosiddetto progetto «Coast»). Uno degli obiettivi di tale programma segreto era la fabbricazione di sostanze selettive dal punto di vista etnico destinate a essere impiegate contro la popolazione nera. Al Servizio informazioni del DDPS si rimprovera inoltre di aver cooperato con il Sudafrica all'insaputa delle autorità politiche competenti.

In proposito in Parlamento sono stati presentati numerosi interventi parlamentari. La Delegazione delle Commissioni della gestione delle Camere federali (DCG) ha svolto varie inchieste, i cui risultati sono stati pubblicati nel 1993 e nel 1999. Nei suoi due rapporti, la DCG ha descritto i contatti del Servizio informazioni del DDPS con il Sudafrica al tempo dell'apartheid. Nel rapporto del 1999 la DCG ha ritenuto prive di fondamento le accuse di coinvolgimento dei servizi del DDPS nel progetto «Coast».

Nel corso del 2001 in Sudafrica sono affiorati nuovi elementi a carico del DDPS e più precisamente dell'ultimo capo del Gruppo servizio informazioni, il divisionario Peter Regli. Il medico sudafricano Wouter Basson, ex capo del progetto «Coast», ha dichiarato in occasione del processo a suo carico di aver beneficiato, nell'ambito di tale progetto, dell'appoggio del Servizio informazioni svizzero e del divisionario Regli. Altre fonti hanno riferito dell'esistenza di un accordo segreto tra la Svizzera e il Sudafrica in materia biologica e chimica.

Poiché tali nuovi elementi lasciavano supporre che i suoi precedenti rapporti fossero incompleti, nel novembre 2001 la DCG ha deciso di riprendere il dossier.

La DCG ha indagato, per due anni sentendo circa una cinquantina di persone e analizzando tutti i documenti cui ha potuto accedere. Essa ha chiesto rapporti scritti all'Amministrazione federale, ad alcuni governi cantonali e a privati. Quando non disponeva di documenti per ricostruire determinate circostanze, la DCG si è dovuta fondare sui ricordi delle persone coinvolte.

La DCG ha indagato in modo sistematico e imparziale. Essa ha esaminato in dettaglio ogni pista; nel rapporto sono tuttavia menzionati unicamente gli elementi suffragati da prove. La DCG si è attenuta ai fatti, distanziandosi dalle polemiche e dalle voci incontrollate; ha dovuto dipanare un intrico di informazioni fra le quali si confondevano sovente menzogna e verità. Il compito si è rivelato arduo. Se per parte dei casi le prove erano evidenti e incontestabili, per il resto sussistevano soltanto supposizioni e contraddizioni che verosimilmente non potranno mai essere accertate poiché i documenti che potrebbero fare chiarezza non esistono o sono stati distrutti.

1982

La DCG ha attinto a tutte le fonti d'informazione disponibili in Svizzera. Essa non è invece stata autorizzata a effettuare ricerche in Sudafrica. La domanda ufficiale inoltrata al governo sudafricano è stata infatti dichiarata irricevibile dal presidente Thabo Mbeki. Questi riteneva che le indagini della DCG relative al passato non erano nell'interesse del suo Paese e avrebbero costituito un ostacolo per il proposito del Governo sudafricano di concentrarsi sul futuro.

Il presente rapporto presenta un'immagine - precisa per quanto possibile - del ruolo svolto dal Servizio informazioni svizzero nelle sue relazioni con il Sudafrica dalla fine degli anni Settanta esso fornisce una risposta definitiva alle numerose accuse rivolte a talune persone e a taluni servizi.

I primi contatti regolari tra il Servizio informazioni svizzero e il Sudafrica risalgono al 1977. Tra il 1977 e il 2001 vi sono stati oltre 100 incontri, svoltisi alternativamente in Svizzera e in Sudafrica. Più della metà degli incontri ha avuto luogo tra il 1977 e il 1991, in un periodo in cui in Sudafrica vigeva il regime di discriminazione razziale dell'apartheid. Il Servizio informazioni ha inoltre intrattenuto relazioni con rappresentanti dell'UNITA in un periodo in cui tale movimento ribelle angolano - sostenuto dal Sudafrica - era in aperto conflitto con il Governo ufficiale dell'Angola.

Oggi è impossibile sapere con sicurezza se i contatti del Servizio informazioni con il Governo di Pretoria si erano svolti con l'avallo del capo del dipartimento competente o del Consiglio federale. La DCG ha accertato che in due casi, nel 1986 e nel 1987, il Dipartimento federale degli...

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