Messaggio complementare sull'aumento e la proroga del credito quadro III per la cooperazione con l'Europa orientale
Foglio Federale numero 10, 12 Marzo 2002 › Seccion Unica
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Messaggio complementare sull'aumento e la proroga del credito quadro III per la cooperazione con l'Europa orientale
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Messaggio complementare sull'aumento e la proroga del credito quadro III per la cooperazione con l'Europa orientaledel 14 novembre 2001Onorevoli presidenti e consiglieri,Vi sottoponiamo il messaggio complementare e il disegno di decreto federale sull'aumento e la proroga del credito quadro III per la cooperazione con l'Europa orientale.Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.14 novembre 2001 In nome del Consiglio federale svizzero:Il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-HotzCompendioIl presente messaggio complementare presenta lo stato attuale dell'utilizzazione dei mezzi stanziati con il credito quadro III ed espone le ragioni che rendono necessario un aumento di 500 milioni di franchi ma anche una proroga del credito di due anni. Allo scadere di tale proroga, sarà in esame il rinnovo del decreto federale del 24 marzo 1995 sulla collaborazione con gli Stati dell'Europa orientale (RS 974.1), che potrebbe essere collegato a un futuro credito quadro IV.Il messaggio è centrato sull'analisi dei recenti sviluppi politici ed economici più importanti nell'Europa orientale e nella CSI, che hanno portato a uno sfruttamento più intenso dei mezzi messi a disposizione per la collaborazione con l'Europa orientale. Descrive inoltre l'orientamento futuro del sostegno svizzero a favore di questi Paesi.Accettando il messaggio del 19 agosto 1998 relativo al credito quadro III, le Came-re federali hanno stanziato 900 milioni di franchi in tutto per una durata minima di quattro anni a favore della cooperazione con l'Europa orientale. Se se ne detraggono i 200 milioni di franchi previsti per le garanzie di credito, rimangono a disposizione 700 milioni di franchi per la cooperazione tecnica e finanziaria. Dopo due anni e mezzo più di tre quarti di questi mezzi sono già stati impegnati. Dalla sua entrata in vigore, il credito quadro si vede confrontato a bisogni superiori a quelli previsti, il che conduce a un budget di pagamento più elevato. Se il ritmo degli impegni proseguirà di questo passo, il credito quadro sarà completamente impegnato all'inizio del 2002 anziché, come previsto, all'inizio del 2003.Diverse ragioni spiegano l'intensificazione della collaborazione con l'Europa orientale. Le più importanti sono:1. La crisi del Kosovo ha scosso l'Europa sudorientale e provocato importanti flussi di rifugiati che hanno coinvolto anche la Svizzera. Il nostro Paese ha concesso il soggiorno provvisorio a numerosi rifugiati e, dopo la crisi, ha contribuito alla reintegrazione di coloro che sono rientrati in patria. Da allora è stato elaborato un vasto programma di cooperazione. La Svizzera ha anche fornito un aiuto tecnico e finanziario immediato a favore dei Paesi confinanti colpiti dalle ripercussioni della crisi. Queste misure hanno comportato ingenti spese supplementari a carico del credito quadro III.2. Il patto di stabilità per l'Europa sudorientale è stato lanciato a metà del 1999, quando l'emozione per la crisi del Kosovo era ancora viva. Esso mira a promuovere la democrazia, il benessere e la sicurezza nei Paesi dell'Europa sudorientale mediante un intervento a lungo termine sulle cause della crisi dando così un contributo alla stabilità durevole della regione. I membri del patto si assumono un impegno finanziario ulteriore, mentre i Paesi partner, a loro volta, intraprendono ampie riforme. La Svizzera è dell'avviso che il patto di stabilità è un importante mezzo per la stabilizzazione dell'Europa sudorientale. Vi si è quindi impegnata sin dagli inizi e ne è divenuta membro a pieno titolo nel giugno del 2000. Il suo impegno rafforzato deve proseguire anche nei prossimi anni. 16583. Il mutamento politico nella Repubblica Federale di Jugoslavia (RFJ) nell'autunno 2000 ha aperto la strada a riforme politiche ed economiche. Allo stesso tempo, attraverso questo cambiamento, è stato rimosso un ostacolo importante alla stabilizzazione della regione. La Svizzera è decisa a sfruttare questa occasione e ha di conseguenza appoggiato gli sforzi di riforma sin dall'inizio. Nel frattempo essa sta elaborando un importante programma di sostegno. Nel gruppo di voto delle Istituzioni di Bretton Woods e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), diretto dalla Svizzera e al quale appartiene anche la RFJ, la Svizzera appoggia inoltre la reintegrazione della RFJ nelle istituzioni finanziarie internazionali. Questo impegno ha comportato e comporta tutt'ora importanti spese supplementari.4. Le regioni dell'Asia centrale e del Caucaso rivestono un'importanza strategica considerevole. I Paesi di questa regione devono pertanto essere sostenuti nei loro sforzi di trasformazione. Tut...Vedere l´intero contenuto di questo documento
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