Coerenza e conduzione strategica delle attività della DSC. Rapporto del Controllo parlamentare dell'amministrazione all'attenzione della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati
Coerenza e conduzione strategica delle attività della DSC. Rapporto del Controllo parlamentare dell'amministrazione all'attenzione della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati
Coerenza e conduzione strategica delle attività della DSC Rapporto del Controllo parlamentare dell'amministrazione all'attenzione della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati del 5 aprile 2006 L'essenziale in breve La Svizzera promuove la cooperazione pubblica allo sviluppo principalmente per il tramite della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). La DSC dispone di un budget annuo di 1,3 miliardi di franchi (2005), pari a circa il 66 per cento del budget complessivo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Insieme alla SECO, che fa capo al Dipartimento federale dell'economia (DFE), essa è responsabile della concretizzazione della cooperazione internazionale allo sviluppo. Ad essa compete altresì l'aiuto umanitario della Confederazione. L'anno scorso, a più riprese, i media, gli ambienti politici e scientifici hanno rimproverato alla DSC di non perseguire una strategia chiara, di ripartire le risorse finanziarie in modo poco trasparente e di non dare ai propri progetti un orientamento preciso. Di conseguenza, l'11 aprile 2005, la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) ha affidato al Controllo parlamentare dell'amministrazione (CPA) il mandato di procedere all'analisi oggetto del presente rapporto. Il compito del CPA è stato duplice: da un lato, verificare se le strategie e i progetti della DSC sono conformi alle disposizioni legali e se vi è fra loro coerenza di contenuti (coerenza materiale); dall'altro, vagliare l'adeguatezza delle prescrizioni legali in materia di conduzione strategica della DSC e il loro rispetto in sede di formulazione delle strategie (conduzione). La valutazione delle basi legali ha dimostrato che la DSC gode di un margine di manovra relativamente ampio riguardo sia al contenuto delle sue strategie e dei suoi progetti, sia all'utilizzazione delle risorse finanziarie. Il mandato della DSC è definito dal Consiglio federale e dal Parlamento nei messaggi e nei corrispondenti crediti quadro. Malgrado si tratti di documenti molto dettagliati, essi risultano piuttosto vaghi per quanto riguarda l'orientamento delle attività. Le priorità geografiche e i criteri finanziari, ad esempio, sono molto precisi, ma il numero dei Paesi partner della DSC e dei possibili temi e settori resta molto elevato. Il mandato del Parlamento e del Consiglio federale alla DSC, inoltre, non è formulato nei termini di un mandato di prestazioni concreto. Ciò rende difficile verificare l'efficacia dei progetti e la conformità dei risultati con gli obiettivi. L'esame della conformità del contenuto dei progetti con le disposizioni legali non ha evidenziato alcuna discrepanza strutturale. Alcune domande sono tuttavia emerse dalla valutazione della banca dati dei progetti (SAP). Il 46 per cento delle risorse della DSC, ad esempio, figura nella categoria «not specified» (non specificato). Sulla base dei dati messi a disposizione non è stato possibile appurare se tali fondi sono erogati ai Paesi prioritari o meno. Buona parte di questo budget è destinata alla cooperazione multilaterale e alle ONG. Dall'esame del solo titolo, inoltre, alcuni progetti della cooperazione allo sviluppo non sembrano coincidere affatto con le priorità definite. Il 13 per cento del budget complessivo della DSC confluisce nella categoria «altri Paesi». Si tratta qui principalmente di progetti che la DSC conduce in Svizzera. Rientrano in questa voce, che totalizza 37 milioni di franchi (3,5 per cento del budget complessivo) congressi, incontri internazionali, contributi a istituti di ricerca, compiti speciali in seno alla DSC o ancora costi del personale a 2654 carico dei crediti quadro. L'impostazione attuale della banca dati SAP non consente un controllo dettagliato dell'utilizzo del budget e delle spese per progetto poiché i progetti non sono registrati con tutti gli attributi necessari. A ciò si aggiunge che, prima del 2005, nella banca dati non venivano neppure registrati i budget di tutti i progetti. Affinché in futuro si possa procedere al controllo summenzionato sarebbe opportuno aumentare la trasparenza e l'utilità di questa banca dati. Il rapporto sottolinea inoltre la difficoltà di riconoscere se in sede di ripartizione delle risorse finanziarie, la DSC si concentra su temi o settori specifici; questo perché essa sostiene progetti, con budget relativamente modesti, in ben 42 diversi settori. È dunque lecito chiedersi se in questo modo si raggiunge la massa critica necessaria per una cooperazione allo sviluppo efficace. La costellazione degli attori è ritenuta sostanzialmente adeguata. Tuttavia, il Parlamento, il Consiglio federale e il DFAE fanno un uso limitato della possibilità offerta loro dalle prescrizioni giuridiche e legali di intervenire nella conduzione strategica della DSC. Il Parlamento ha scambi regolari con la DSC ed esercita un certo controllo sul suo lavoro per il tramite della Commissione della politica estera (CPE), della Commission...