Messaggio concernente l'approvazione degli Accordi bilaterali fra la Svizzera e l'Unione europea, inclusi gli atti legislativi relativi alla trasposizione degli Accordi («Accordi bilaterali II»)

Riassunto


Messaggio concernente l'approvazione degli Accordi bilaterali fra la Svizzera e l'Unione europea, inclusi gli atti legislativi relativi alla trasposizione degli Accordi («Accordi bilaterali II»)

04.063 Messaggio

concernente l'approvazione degli Accordi bilaterali fra la Svizzera e l'Unione europea, inclusi gli atti legislativi relativi alla trasposizione degli Accordi («Accordi bilaterali II»)

del 1° ottobre 2004

Onorevoli presidenti e consiglieri,

con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, i decreti federali concernenti gli Accordi bilaterali fra la Svizzera e l'Unione europea e gli atti legislativi relativi alla trasposizione degli Accordi nel diritto svizzero.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.

1° ottobre 2004 In nome del Consiglio federale svizzero:

Il presidente della Confederazione, Joseph Deiss

La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

Compendio

Secondo il Consiglio federale la conclusione di accordi bilaterali - correntemente denominati «Bilaterali II» - è al momento la via più appropriata e che gode del più ampio sostegno interno per migliorare il quadro giuridico delle relazioni fra la Svizzera e l'Unione europea (UE). Gli accordi e le leggi d'applicazione sottoposti al Parlamento con il presente messaggio rappresentano una nuova tappa della politica di tutela degli interessi svizzeri nei confronti dell'UE perseguita dopo il no popolare del 6 dicembre 1992 allo Spazio economico europeo (SEE).

Già negli atti finali degli Accordi bilaterali del 21 giugno 1999 le Parti contraenti avevano dichiarato la loro intenzione di avviare negoziati su altri settori (servizi, doppia imposizione delle pensioni di ex funzionari dell'UE residenti in Svizzera, aggiornamento del Protocollo n. 2 all'Accordo di libero scambio del 1972, partecipazione della Svizzera ai programmi comunitari per la formazione, la gioventù, i media, la statistica e l'ambiente). La Svizzera, in una dichiarazione unilaterale, aveva inoltre ribadito il proprio interesse al rafforzamento della cooperazione nel settore della politica di migrazione e d'asilo.

Nonostante queste dichiarazioni d'intenzione, l'UE si è mostrata in un primo tempo scettica e poco propensa ad avviare immediatamente ulteriori trattative. La disponibilità dell'UE, manifestata in seguito, a negoziare un secondo ciclo di accordi bilaterali è dovuta soltanto all'interesse da essa rivolto a due questioni: la partecipazione della Svizzera a un sistema per garantire l'imposizione del risparmio a livello europeo e una sua cooperazione più efficace nel settore della lotta contro la frode in materia di fiscalità indiretta (in particolare il contrabbando di sigarette). La Svizzera ha acconsentito all'avvio dei negoziati e alla conclusione dei relativi accordi soltanto a due condizioni: in primo luogo la salvaguardia degli interessi della piazza finanziaria svizzera (in particolare del segreto bancario) e, in secondo luogo, l'inclusione nei negoziati dei temi enumerati nella dichiarazione d'intenti menzionata in precedenza.

L'approccio scelto dalla Svizzera si è rivelato proficuo. A partire dal 17 giugno 2002 la Svizzera e l'UE hanno svolto in parallelo negoziati riguardanti dieci dossier. Nel marzo 2003 le due Parti hanno convenuto di sospendere i negoziati sulla liberalizzazione dei servizi, a causa di numerosi problemi irrisolti, e di riprenderli successivamente. Nell'estate 2003, sette dei nove rimanenti dossier erano stati sostanzialmente conclusi. Nella successiva fase dei negoziati si trattava di risolvere le ultime questioni politicamente delicate nei dossier riguardanti la lotta contro la frode e Schengen/Dublino. In sostanza, andava regolata la questione dello scambio d'informazioni in caso di reati di natura fiscale nel quadro dell'assistenza amministrativa e giudiziaria. Il 19 maggio 2004 un incontro fra la Commissione europea e la presidenza del Consiglio dell'UE e una delegazione del Consiglio federale ha permesso di raggiungere un'intesa politica su tutti i punti ancora in sospeso. Gli accordi sono stati parafati il 25 giugno 2004 e firmati a Lussemburgo il 26 ottobre 2004.

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I risultati di questi negoziati permetteranno di estendere non solo la rete dei trattati conclusi fra la Svizzera e l'UE ma anche il campo della cooperazione, che in futuro non si limiterà alla mera cooperazione economica. Nel dettaglio, essi riguardano i seguenti temi:

- prodotti agricoli trasformati: la revisione del Protocollo 2 all'Accordo di libero scambio del 1972 permetterà alle imprese dell'industria alimentare svizzera di esportare senza dazi doganali un ampio ventaglio di prodotti verso il mercato europeo. Concretamente, l'UE si impegna a sopprimere interamente i propri dazi doganali sui prodotti svizzeri nell'ambito di un meccanismo semplificato di compensazione dei prezzi e a rinunciare a sovvenzioni all'esportazione. La Svizzera, dal canto suo, ridurrà i propri dazi doganali e sovvenzioni all'esportazione o in determinati casi li eliminerà totalmente. Il campo d'applicazione del Protocollo 2 viene esteso ad altri prodotti;

- stati...

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