Sicurezza attraverso la cooperazione Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale concernente la politica di sicurezza della Svizzera (RAPOLSIC 2000)
Foglio Federale numero 38, 28 Settembre 1999 › Seccion Unica
Legato come :Foglio Federale numero 38, 28 Settembre 1999 › Seccion Unica
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Sicurezza attraverso la cooperazione Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale concernente la politica di sicurezza della Svizzera (RAPOLSIC 2000)
99.056 Sicurezza attraverso la cooperazione
Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale concernente la politica di sicurezza della Svizzera (RAPOLSIC 2000)del 7 giugno 1999Onorevoli presidenti e consiglieri,Vi sottoponiamo, affinché ne prendiate atto, il rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera (RAPOLSIC 2000).Contemporaneamente, vi proponiamo di togliere di ruolo il seguente intervento parlamentare:1999 P 97.3350 Creazione di un organo centrale strategico d'informazione della Confederazione (S 29.9.97, Frick; N 8.3.99)Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l'espressione della nostra alta considerazione.7 giugno 1999 In nome del Consiglio federale svizzero:La presidente della Confederazione, Ruth DreifussIl cancelliere della Confederazione, François CouchepinCompendioL'evoluzione politica e strategica in Europa dopo la svolta degli anni 1989/90, la valutazione della gamma delle minacce moderne e le nostre risorse sempre più scarse richiedono una nuova concezione della nostra politica di sicurezza.La questione fondamentale è sapere come, nell'attuale contesto strategico, la Svizzera possa proteggersi nel modo migliore da una violenza di portata tale da minacciare lo Stato o le condizioni generali d'esistenza poco importa da dove provenga o chi la usi contro di noi, anche se si presenta in parte sotto nuove forme e di natura sempre più transfrontaliera.Il presente rapporto analizza esaustivamente i pericoli e i rischi attuali e futuri probabili; esso valuta anche le opportunità che risultano dai numerosi sforzi della comunità internazionale per assicurare la pace sul nostro continente; non da ultimo, prende in considerazione le nostre possibilità e i nostri limiti.Il confronto tra queste constatazioni e i nostri obiettivi e interessi politici nazionali porta a formulare una strategia specificamente svizzera in materia di politica di sicurezza, che può essere riassunta dall'espressione «Sicurezza attraverso la cooperazione». Essa si fonda sulla constatazione che, per salvaguardare i nostri valori e proteggere il Paese e la sua popolazione, sono necessari due tipi di sforzi:Da un lato, si tratta, come finora, di una cooperazione globale, ma maggiormente flessibile, fra tutti i nostri mezzi civili e militari che servono a tutelare gli interessi in materia di politica di sicurezza, allo scopo di poter prendere le misure e attuare gli sforzi principali in ambito difensivo appropriati alla situazione. Il suo scopo è di raggiungere una situazione ottimale per quanto riguarda le possibili sinergie e eventualmente le capacità di crescita necessarie, affinché sia possibile rinunciare a un oneroso orientamento permanente verso il peggiore dei casi.Dall'altro, si tratta di rafforzare la cooperazione con le organizzazioni internazionali in materia di sicurezza e con gli Stati amici per contribuire, con una cooperazione reciproca complementare, a garantire la stabilità e la pace in un ampio contesto. In tal modo, non rafforziamo soltanto la solidarietà che si attende dal nostro Paese, ma investiamo anche preventivamente nella nostra propria sicurezza.Entrambe le altre opzioni strategiche, spesso menzionate nell'ambito dei dibattiti sulla sicurezza, vale a dire l'autodeterminazione il più possibile autonoma o l'adesione a un'alleanza militare, sono insoddisfacenti sia dal punto di vista politico sia da quello della politica di sicurezza, in quanto, tutto sommato, sono troppo lacunose oppure attualmente non imperative.In occasione dell'attuazione di questa strategia di cooperazione, si tratterà ancora di gestire i tre compiti strategici già identificati nel rapporto 90: il promovimento della pace e la gestione delle crisi, la prevenzione e la gestione dei pericoli esistenziali nonché la difesa, anche se con nuovi e più marcati accenti.Svolgeremo detti compiti conservando le tradizioni che si sono affermate, sempre che siano utili ai nostri bisogni attuali e futuri in materia di sicurezza, ma con con-cetti, strutture e elementi nuovi, nella misura in cui si rivelano necessari. Resteremo quindi fedeli alla nostra tradizione di Stato neutrale, sfruttando nel contempo totalmente il margine di manovra offerto dal diritto della neutralità. Tuttavia, anche l'intera gamma dei nostri strumenti civili e militari in materia di sicurezza sarà sottoposta a una verifica e, laddove necessario, adeguata alle nuove esigenze nell'ambito di un processo di riforma. In particolare, l'esercito resta per principio fondato sul sistema di milizia, ma sarà professionalizzato in quelle parti dove ciò sarà necessario in seguito alla nuova formulazione dei suoi compiti. La concezione esposta nel presente rapporto è l'opzione vincolante per l'orientamento e l'obiettivo di tutti questi lavori.Saranno necessarie innovazioni anche nella condotta strategica. I Cantoni assume-ranno ulteriori responsabilità segnatamente per quanto riguarda la protezione della popolazione. Il Consiglio federale, che rimane ...Vedere l´intero contenuto di questo documento
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